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Previsioni elettorali

Perché non può vincere la destra

Comincerò con 2 previsioni elettorali, non dell’ultima ora, ma con date certificate dai messaggi scambiati con un amico.

Previsioni elettorali 24 settembre 2022: Ieri Concita De Gregory ha inaugurato in Onda la sua campagna elettorale in sostituzione della Gruber invitando Enrico Letta, l’eroico salvatore della patria contro  Cinque Stelle e Centro Destra, e salvatore dell’Europa contro i sovranisti.

Dal canto suo, Letta conta sul sistema maggioritario e sulla riduzione del numero dei parlamentari, che rende la Camera – son parole sue – ‘più stabile, più agile e più controllabile’, alla faccia della divisione dei poteri.

Tireranno in ballo pure la Resistenza. Fatica sprecata perché l’elettorato è in calo ed è soprattutto la Destra che se ne sta a casa. La Destra mica campa sui soldi della Stato, come i dipendenti di ogni tipo della pubblica amministrazione.

Ecco dimostrato che il Fascismo viene da sinistra (e verrà, con il 25% del 35% dei votanti). Perché i Comunisti o le loro varianti sono come le cozze. Prima si va al potere, poi si decide come mantenerlo. A destra, invece, ci sono i Fascisti e non aumentano. E ci sono la Meloni e Marine Le Pen, a dimostrare che le donne non sono meglio. 

Per fortuna, la sera stessa compro per scrupolo sul kindle  Io sono Giorgia che leggo in tre notti.

Previsioni elettorali giovedì 11 agosto 2022:  Annuncio al mio amico che importanti novità mi fanno cambiare previsioni. Parlo dell’incredibile balletto elettorale. Ovvia la premessa: PD e Conte corrano ciascuno per conto suo. Letta, accusato di aver fatto troppe concessioni a Calenda, reintegra tutta la sinistra estrema nella coalizione, obbligando Calenda a scappare.

 Letta annuncia di dimettersi dopo le elezioni, per aver detto ‘mai più con i Cinque Stelle’. Conte, in base al suo pensiero ‘intransigente ma flessibile’, sostiene che il suo partito si colloca a sinistra del PD, come un tramite verso la sinistra vera. Bonaccini dichiara, il giorno dopo, che con Conte 2 ha lavorato benissimo e in perfetta armonia.

Calenda è il cavallo di Troia regalato agli achei (il Centro-destra) per sottrarre voti al suo centro (Berlusconi) e lasciare isolata la destra. Come prevedible, Italia viva si allea a Calenda. Infine, ci saranno i botti giudiziari di cui parla Paolo Mieli.

Il che apre la strada alla prospettiva che, comunque vadano le cose, la destra non vincerà le elezioni, ma avremo il Conte 3 o il Bonaccini 1. Vada da sé che l’elettorato aumenti, persino al 50 o 60%.

Insomma, la destra maggioritaria perderà le elezioni e vincerà la sinistra, a conferma della tesi del sottoscritto che il fascismo può venire solo da sinistra.

PS 23 settembre 2022: Letta ha sbagliato la campagna elettorale oppure è un fantastico stratega? Ancora oggi molti se lo chiedono. Io propendo per una via di mezzo. Lo ha aiutato il suo odio viscerale verso la Meloni, visto che, come me, non gli ha perdonato tutti i danni arrecati all’Italia da Macron. Letta è quello che è, Macron lo ha spedito in Italia, come Stalin ha fatto con Tito in Serbia e Togliatti in Italia.

C’è un’altra ragione che mi spinge a prevedere che la destra non vincerà e che diventa palese solo negli ultimi giorni della campagna elettorale.

Il problema è che tutti i sondaggi sono taroccati. In quelli pubblici, sottostimare la percentuale del secondo partito costituisce uno stimolo rivolto agli elettori indecisi per andare a votare, tanto più se il primo partito, come accade per un partito della destra, è disprezzato. È già accaduto a Bologna nella farsa elettorale per l’elezione regionale. Si è cominciato a gridare che se in Emilia-Romagna avesse vinto la Lega sarebbe stata a rischio la democrazia in Italia. La farsa è nota, come le Sardine, e non merita dettagli.

Poi ci sono i sondaggi vietati, ma che proseguono imperterriti. Da qualche giorno, per esempio, Enrico Mentana ed Enrico Letta appaiono più rilassati, Marco Da Milano pure, e addirittura sfotte Giorgia Meloni che lamenta fischi ai suoi comizi, segno che anche a lei è arrivata qualche cattiva notizia. Alcuni sostengono che il suo comizio aveva a tratti accenti più cupi.

Quanto a Letta ieri ha definito Conte: ‘bello e determinato’. Come per dire, presentarsi uniti alle elezioni avrebbe solo diminuito gli elettori.

Il problema è che, nel tentativo di neutralizzare la campagna elettorale di Giuseppe Conte, a Salvini non basta condividere lo scostamento di bilancio, la vicinanza a Putin, l’urgenza delle trattative di pace, la critica all’invio delle armi.

Nulla può contro l’asso nella manica dell’avvocato di Foggia: il reddito di cittadinanza, che gli darà la vittoria nei collegi meridionali. Un elettorato che non potrebbe fregarsene di più delle infrastrutture promesse da Meloni, che non guarda oltre la propria famiglia; accattone per carattere, insomma, come ho già sentito dire.

PUNTI FERMI 4

Ieri, 28 luglio 2020, Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’elenco delle regole vigenti sulle concessioni balneari in molti, ma non tutti, i paesi europei. Si tratta di un documento del governo che dovrebbero servire a giustificare di fronte all’opinione pubblica la decisione di mettere all’asta le licenze balneari a partire dal primo gennaio 2024.

Non penso di peccare di presunzione, se dico che i miei due lunghi articoli pubblicati il 6 giugno sulla questione, intitolati Viva la Nato e abbasso l’Unione europea, se venissero letti, fornirebbero al pubblico un’informazione assai più completa e assai più attenta alle probabili conseguenze funeste di questa decisione del governo.

Mario Draghi resta in carica ‘per il disbrigo degli affari correnti’ e, data la vaghezza di questa prassi amministrativa, difficilmente qualche costituzionalista potrebbe contestare la decisione di rendere operante la legge sulle concessioni balneari. Tra l’altro, se ho capito bene dalle sue dichiarazioni, c’è una porzione dei miliardi del Pnrr che verrà resa disponibile per l’Italia solo quando il governo avrà varato la legge. Se così fosse, sarebbe bello saperlo, per farci una idea assai più realistica (e assai più desolante) dell’Unione Europea.

Una volta di più, dal lontano 1922, i magistrati si sono dati da fare per remare contro gli interessi degli italiani, come spiego negli articoli citati. Il Consiglio di Stato è un nome roboante per un ibrido che ci ha regalato la costituzione più bella del mondo, che funziona ‘sia come consulente del governo, sia come organo giurisdizionale’, ed è divenuto tribunale d’appello rispetto alle sentenze dei Tribunali Regionali (TAR). Per capirci, alla faccia della divisione di poteri, potrebbe annullare o ribaltare ogni sentenza di primo grado che contrasti con l’azione di governo.

 Partendo da una valutazione che condivido, in base alla quale ‘il patrimonio costiero nazionale’ ‘per conformazione, ubicazione geografica, condizione climatiche e vocazione turistica’ è uno ‘dei più rinomati e attrattivi del mondo’, sostiene che va messo all’asta perché, dal punto di vista economico, ha ‘una indiscutibile capacità attrattiva verso le imprese di altri Stati membri’. Tanto vale mettere all’asta anche il Colosseo, Notre Dame e la Tour Eiffel, ed è possibile che lo chieda la prossima volta la Commissione Europea, a noi, non ai francesi.

Un’altra roboante istituzione, l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dichiarato che ‘l’approvazione del disegno di legge sulla concorrenza costituisce un passaggio strategico per il sistema Paese, non soltanto perché con esso l’Italia si conforma a precisi impegni assunti in sede europea con il Pnrr, ma anche per dare i giusti segnali ai mercati e agli investitori internazionali‘. Una dichiarazione che esula dalle sue competenze, come spiego in Punti fermi 3, ma che ricordo  di nuovo per l’ennesimo riferimento al Pnrr, di cui una buona volta Giuseppe Conte dovrà render conto.

Qui si trascura intenzionalmente che si tratta di libera concorrenza europea, non italiana. Ora persino quell’orribile e discutibile trattato internazionale che è il TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, ratificato dell’Italia il 2 agosto 2008) nella versione del 2012, tra i principi ispiratori del suo Preambolo propone l’equilibro negli scambi, e la lealtà nella concorrenza.

 E, a mio modo di vedere la concorrenza non è leale se non è equanime, se c’è un’assoluta disparità tra i beni in concorrenza, come è il caso tra le coste italiane e la stragrande maggioranza delle coste europee.

22 luglio 1922.  Siamo in campagna elettorale. Si fanno tante previsioni elettorali, e adesso faccio la mia. Intanto Concita (che più PD di così non potrebbe essere; non a caso dirigeva l’Unità), che sostituisce la Gruber (ecco perché) tutta l’estate, ha aperto ieri sera la campagna elettorale del PD invitando naturalmente Enrico Letta.

Ovviamente la  puntata  si apre con il video dei commossi ringraziamenti di Mario Draghi che fanno di Enrico l’autentico salvatore della patria contro Pentastellati e Centro-Destra, anzi Destra si corregge subito Letta. Come se l’opposizione non fosse sempre Far Right in campagna elettorale. Sicuramente Meloni e Salvini sono fascisti, Berlusconi pure, e comunque è un puttaniere. Si tratta di salvare l’Europa contro i sovranisti (da notare che i sovranisti della Polonia hanno sostenuto e sostengono tutto il peso dell’invasione dell’Ucraina).

Tireranno in ballo pure la Resistenza  e le Sardine verranno mobilitate.  Fatica sprecata, perché l’elettorato è in calo ed è soprattutto la destra che se ne sta a casa. Loro mica campano sui soldi della Stato, come i dipendenti di ogni tipo della pubblica amministrazione.

Letta faceva fatica a far capire a Concita e Parenzo quale rivoluzione copernicana fosse avvenuta   nella strategia della campagna elettorale. E ci credo, non può assicurarsi i voti dei 5 stelle, né continuare la campagna acquisti con ius soli, ius scholae e Dl Zan.

Ma intanto gli venivano le lacrime agli occhi di piacere, pensando al sistema maggioritario (ma non voleva abolirlo appena arrivato dalla Francia, dicendone tutto il male possibile?) e – son parole sue- pensando alla riduzione ad un terzo dei parlamentari: ‘questo rende la camera più stabile, più agile, più controllabile’.  Alla faccia della Rivoluzione francese!

 Devo ripetere che una camera con soli 400 deputati non c’è mai stata, né dopo né prima del fascismo? Ecco dimostrato che il fascismo viene da sinistra (e verrà, con il 25% del 35% dei votanti). Perché i comunisti o le loro varianti sono come le cozze. Prima si va al potere, poi si decide come mantenerlo. (Notavo di recente che Rai 3 offre solo salari a tempo indeterminato ai suoi dipendenti, si chiamino pure Ghezzi, Augias, Fazio, Berlinguer, eccetera).

Perciò Rampini non se la prenda: grazie alla riduzione del numero dei parlamentari e al premio di maggioranza si vince o si perde tutto, meglio non parlare di contenuti che potrebbero scontentare qualche elettore. A meno che non si tratti di comprarsi l’elettorato, come hanno fatto i 5 stelle con il reddito di cittadinanza. C’è tuttavia la risorsa manettara: mandare a casa tutti i partiti politici, un privilegio che resta loro e al quotidiano che li sostiene.

Per puro caso, solo scorrendo le offerte delle cooperative librarie, mi sono imbattuto in ‘io sono Giorgia’, e m’è venuto in mente di comprare non dico il libro, ma almeno la sua versione digitale. Prima non avevo mai letto un testo del partito fascista.

Ed è stata una piacevole sorpresa, tanto che in tre giorni mi sono letto le sue  315 pagine nelle veglie notturne, ( di solito la lettura stanca gli occhi e concilia il sonno).

Conversioni in legge e codici della strada (II modifica)

In più occasioni nei miei articoli ho scritto, desolato, che la nostra Repubblica, più che fondata sul lavoro, sembra fondata sui morti ammazzati. Questa modifica, per quanto caritatevole, sembra confermare la mia idea.

Art. 7-bis (Istituzione della Giornata nazionale “Per non dimenticare”). –

1. Al fine di promuovere la sicurezza dei mezzi di trasporto con riguardo alla tutela dell’incolumità delle persone e dei beni coinvolti nelle operazioni di trasporto dei passeggeri, la Repubblica riconosce il giorno 8 ottobre come Giornata nazionale “Per non dimenticare …”.

2. La Giornata nazionale di cui al comma 1 non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260, non comporta riduzioni dell’orario di lavoro negli uffici pubblici né, qualora cada in giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54.    (comma passato da terzo a secondo).

3. In occasione della Giornata nazionale di cui al comma 1, le istituzioni che hanno competenza nel settore dei trasporti nonché le scuole di ogni ordine e grado, anche in coordinamento con le associazioni e con gli organismi operanti nel settore, possono organizzare cerimonie, iniziative e incontri al fine di ricordare le vittime degli incidenti e di sensibilizzare l’opinione pubblica in relazione alla sicurezza nel trasporto, alla centralità  del passeggero, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo.

    4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Istituire il giorno 8 ottobre come Giornata nazionale “per non dimenticare…” potrà in alcuni casi consolare persone che abbiano avuto parenti o amici morti o gravemente feriti in un incidente stradale, ferroviario o aereo.

Tuttavia mi sfugge come questa iniziativa possa promuovere la sicurezza dei mezzi di trasporto e giovare all’incolumità delle persone e dei beni (le valigie?) nel trasporto dei passeggeri. Penso tra l’altro che la centralità del passeggero non abbia bisogno di essere ricordata, visto che è l’unico che possa pagare il biglietto e assicurare la sopravvivenza economica di detti mezzi.

Posso certamente immaginare illustri dirigenti ferroviari intenti l’otto ottobre a deplorare gli incidenti occorsi nell’anno, corredando di opportune statistiche il loro cordoglio.

D’altra parte, il rispetto della dignità umana e il valore della vita di ciascun individuo dovrebbe sostanziare l’impegno quotidiano degli insegnanti e non la sola giornata dell’otto ottobre.

Ricordavo che esiste già una settimana nel mese di maggio dedicata alle vittime della strada dal personale ospedaliero e sapevo che in paesi stranieri l’educazione al rispetto delle regole della circolazione occupa settimane dell’intero corso di studi, non solo con insegnamenti teorici, ma persino mediante prove pratiche su percorsi istituiti per l’occasione.

Ma a questo punto mi sono reso conto che la giornata nazionale ha un carattere esclusivo, riguarda soltanto le vittime dei mezzi di trasporto. E, allora, mi chiedo, le assai più numerose vittime della strada, pedoni, ciclisti, motociclisti, avranno le loro giornate nazionali?

Papa Wojtyla, se non sbaglio, fece al suo tempo un riordino dei santi festeggiati nel calendario, non pensando certo che i santi siano soltanto 365.

Tempo fa, un amico mi ha propinato un lunghissimo elenco delle giornate nazionali e internazionali, con ricorrenze davvero peregrine. I più sanno solo che, alla festa della donna o della mamma, si sono aggiunte quelle del papà e dei nonni.

Ci sono sempre nel nostro parlamento legislatori con una spiccata inclinazione funeraria, ma la maggioranza ha voluto soprattutto precisare che la giornata non consente giorni e neppure ore di vacanza, né oneri per la finanza pubblica.

Il linguaggio giuridico

Visto che Nadia Urbinati e la senatrice Malpezzi hanno entrambe insistito sulle questioni di linguaggio, voglio insistere sull’estrema ambiguità del linguaggio giuridico. Ho già detto altrove che la pretesa conquista di civiltà della legge Bonafede si fonda sulla nozione di sospensione del corso della prescrizione, condotta comicamente fino al termine del processo. Come ho già detto che l’interruzione del corso della prescrizione significa l’opposto di quando uno si aspetterebbe. Cioè si ignora il corso precedente e si ricomincia da capo, allungando evidentemente la durata del processo.

Se la salute mi assiste arriveremo a considerare ambiguità ancora più gravi. Data l’attualità mi voglio soffermare su queste due espressioni: tribunale dei ministri e legge costituzionale. Ho fatto piccoli sondaggi tra amici e conoscenti. La mia ignoranza era condivisa. Quando sentivo dire che il tribunale dei ministri aveva richiesto l’autorizzazione a procedere al senato nel caso di Salvini, pensavo che ci fosse un apposito tribunale speciale, forse memore di quando leggevo la costituzione per commentarla ai mie studenti.

Una legge costituzionale potrebbe essere anche chiamata legge anti-costituzionale in quanto modifica e talvolta ribalta il dettato della Costituzione-più-bella-del-mondo. Sarebbe appropriato chiamarla legge-modificante-la-costituzione-vigente. Si chiama costituzionale perché richiede per l’approvazione una maggioranza assoluta in parlamento, 50% +1, più un referendum se richiesto.

Una legge costituzionale del 1989 ha modificato l’art. 96 della Costituzione secondo il quale ‘il presidente del consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune  per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni’.

Da allora esistono tanti tribunali dei ministri quante sono le circoscrizioni giudiziarie in Italia, cioè 26. Perciò si dovrebbe sempre dire il ‘tribunale dei ministri di Palermo’, o ‘di Catania’, ecc. In ogni  circoscrizione, ogni due anni, si installa a sorte uno speciale tribunale dei ministri composto da tre giudici  (più tre sostituti) con determinate qualifiche di merito (che in Italia corrispondono ad anzianità), pronto a giudicare un ministro della Repubblica (che potrebbe compiere un reato in ogni luogo). Aggiungo che naturalmente se il processo va per le lunghe, questi giudici e i loro sostituti rimangono in carica per seguire il proprio caso. Sicché noi abbiamo ben 26×6 = 156 giudici pronti  a giudicare i ministri. Nel  caso di Salvini, se ho inteso bene, mentre la procura di Palermo (2 volte) e di Catania si sono pronunciate per l’archiviazione, in tutti e tre casi i giudici hanno ritenuto di dover procedere e hanno chiesto autorizzazione al parlamento.  Quindi, supponendo  un processo superiore ai due anni dobbiamo considerare (3x 6) altri 18 giudici,  e 36 se superiore a 4 anni. 

Intanto osservo che se la modifica della legge costituzionale era dettata dalla volontà di sottoporre presidente del consiglio e ministri alla magistratura ordinaria come tutti gli altri cittadini della Repubblica, non si capisce perché abbiano creato un tribunale speciale in ogni circoscrizione. Con la conseguenza nel nostro caso che la magistratura inquirente assolve e quella giudicante si accinge a condannare l’imputato.

Senza entrare nel merito del giudizio, mi riesce anche incomprensibile come mai Salvini sia imputato, ma non Conte e Di Maio per comportamenti condivisi. Mi si dice che si fa distinzione tra reato amministrativo e politico. Certo una distinzione posteriore all’articolo 96 e mi piacerebbe conoscerne la fonte.

Aggiungo: Lunedi 24 febbraio in Quante Storie il pedagogico Giorgio Zanchini metteva in guardia gli studenti su come i social del web come Google, possono scrupolosamente registrare le nostre attività e condizionare non solo le nostre preferenze economiche ma anche i nostri orientamenti politici e preferenze elettorali. Tutto giusto.

Ma perché non riferirsi, prima di tutto, alle pessime norme sulle intercettazioni che proprio nella stessa mattina cominciavano a essere sottoposte all’approvazione della Camera , approfittando dell’attenzione monopolizzata dal Coronavirus, come ha protestato Pietro Sansonetti nel corso della trasmissione diretta da Nicola Porro, (Quarta Repubblica, Italia 5 ) della stessa sera? Qui non si tratta di registrare comportamenti, ma di ascoltare qualsiasi conversazione privata sul cellulare; si tratta anche di inquinamento ambientale della privacy, visto che i cellulari possono essere trasformati da lontano in registratori.

Il direttore de Il Foglio Cerasa giudicava poco confacente alla dignità della carica che il ministro dell’interno Salvini si mostrasse in mutande sulle spiagge italiane, in conversazione con folle di bagnanti. Cosa dire allora del Segretario del Partito Democratico e di Liberi e Uguali che le mutande se le sono addirittura calate in sedi parlamentari di fronte al Ministro Bonafede, malgrado le suppliche di Pietro Sansonetti?

Poiché riguardo la legge sulle intercettazione anche Renzi ha mostrato la stessa indifferenza, potrei considerare questi esempi all’interno di una categoria (per usare il gergo dei siti) che ho in mente da tempo e che reca il titolo La sinistra è sinistra (e non è una tautologia)

Per finire: è di questi giorni l’approvazione da parte della Corte Costituzionale del referendum per la riduzione da novecento a seicento del numero dei parlamentari voluto dai Cinque Stelle, come dire una legge che restringe la democrazia rappresentativa in un paese popolato da una proliferazione di partiti, mentre quegli arroganti pretendono di sottoporci alla democrazia diretta dei 30/100mila della piattaforma  Rousseau.

Si tratta di un referendum privo di quorum, cioè un referendum valido indipendentemente dal numero dei votanti, con sondaggi che prevedono l’85 per cento degli italiani favorevoli alla riduzione dei parlamentari. Il risparmio economico rispetto al PIL del paese è assolutamente ridicolo e ininfluente. Prevale invece il disprezzo verso la classe politica alimentato da decenni dall’informazione dei nostri più autorevoli e diffusi quotidiani: tutti riconoscono che dal 1992 la magistratura ha esercitato un’azione di ‘supplenza’ nella vita democratica del paese, sostituendosi ai partiti politici. Altro che supplenza, si tratta di un inquinamento sistematico da parte della magistratura della vita dei partiti, i cui diritti di associazione sono protetti dall’art. 49 della Costituzione.

Si può solo sperare che il referendum che si svolgerà nella prossima primavera sia accompagnato da un’adeguata campagna di informazione. Ecco una  buona occasione per le Sardine di attivarsi in gran numero per informarsi e innalzare il livello della partecipazione elettorale. Tanto più necessario in quanto l’emergenza coronavirus , secondo un decreto appena approvato dal Governo, deve durare 6 mesi, quindi in grado di nascondere il referendum. La democrazia è certamente messa più in pericolo da un governo alla Facebook o alla Zuckerberg, come dovremmo chiamare i movimenti o i partiti nati grazie ai social del Web, che dai governi populisti, checché ne pensino Nadia Urbinati, o Il Foglio.

Un aspetto sorprendente che dovrebbe far riflettere è che i maggiori manettari del paese, quelli che hanno più brigato per ottenere poteri arbitrari di repressione, sono gli stessi che sostengono che la corruzione è dilagata, che la mafia ha aumentato la sua presenza nella società e la sua influenza economica, anche perché ormai è difficile distinguere comportamenti e persino grado di istruzione dei suo affiliati, da quello di onesti cittadini. Ci si può chiedere dunque se non dovremmo togliergli credito.

Anche in questo caso ho fatto un piccolo test tra amici e conoscenti. Ho chiesto: ‘secondo te è più colpevole il corrotto o il corruttore?’ Tutti, ma proprio tutti, hanno risposto ‘il corrotto’ e alla domanda successiva: ‘perché?’, molti hanno risposto subito raggianti: ‘senza corrotti non ci sarebbero i corruttori’. Sarà che sono molto anziano, sarà che un tempo ho studiato e insegnato un po’ di logica, sarà che da bambino ci chiedevano se era nato prima l’uovo o la gallina, ma ero strabiliato. Lascio al lettore ulteriori riflessioni.

Personalmente sono tentato di immaginare che cosa succederebbe in Italia, se ogni politico, ogni amministratore, ogni medico ospedaliero, ogni insegnante, ogni cittadino insomma impegnato nel servizio pubblico partecipasse a un Me too, tanto diffuso quanto quello delle donne americane, che avesse per oggetto non la violenza e la molestia sessuale, ma l’essere stato, o l’essere ancora oggetto di  una indagine giudiziaria, a cominciare da Zingaretti che, se non erro, è stato assolto da tre accuse, ma che è ancora sotto indagine per un’altra circostanza.

Poscritto 1 marzo 2020

Come previsto , anzi peggio: Il referendum si svolgerà il 29 marzo, in piena emergenza da coronavirus. Questo il cronoprogramma del Governo e Conte è assai Conte-nto, perché conta sulla paura dei cittadini di frequentare luoghi affollati.

Intanto, ecco una prima informazione, anche per le Sardine: sui 27 paesi europei l’Italia è al 22° posto in classifica, per numero di parlamentari rispetto al numero di abitanti. Per ogni centomila abitanti abbiamo 1,6 parlamentari. Prima di noi, al 21° posto, un paese con ben due parlamentari. Seguono solo Polonia con 1,5, Francia con 1,4  (ma è una repubblica presidenziale), Olanda e Spagna con 1,3 e infine Germania con 0,9. (in  un solo ramo del Parlamento però )Fonte: Sole 24 Ore, 10 Settembre 2015.

Bisogna infatti ricordare che la Germania ha un senato simile a quello che avrebbe voluto Renzi, proposta che fu bocciata dallo stesso PD. Imperterrito Zingaretti oggi si accoda, come al solito, ai Cinque Stelle nell’appoggiare la proposta di ridurre il Parlamento a 400 deputati e 200 senatori, malgrado in tutti questi anni nulla sia stato fatto per eliminare l’andirivieni delle leggi tra camera e senato. Se vince il referendum confermativo saremo l’ultimo paese d’Europa per numero di parlamentari.

Non ho controllato, ma nella legge Bonafede Spazzacorrotti, nella quale si pretende anche di aumentare la trasparenza dei partiti politici, sono pronto a scommettere che nulla è scritto sulla identità pubblica dei membri della Piattaforma Rousseau. Siccome vengono consultati  e sono  quindi determinanti in ogni decisione del governo si configurano come una setta segreta proibita dall’art 18 della Costituzione.

 Il primo tentativo reale di ridurre i parlamentari è stato proposto al tempo del governo D’Alema, nel 1997. Guarda caso, quando l’antipolitica più selvaggia già inquinava il paese da 5 anni. E’ seguito un altro progetto a firma Violante; Renzi ha cercato di seguire l’esempio della Germania; curiosamente gli esponenti del Partito democratico, sempre così rispettosi e premurosi nel seguire l’esempio tedesco (a cominciare da Prodi) gli si sono rivoltati contro inaugurando il suo declino.