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Milena Gabanelli e la regione Lombardia

Signora Gabanelli mi devo scusare con lei.

Francamente non avevo capito bene il suo articolo. Quello che lei rimprovera al Presidente  Fontana è la scarsa autonomia con cui ha governato la regione in questo periodo di emergenza da Coronavirus, persino di aver atteso il decreto del Governo (6 marzo) per l’estensione della zona Rossa a tutta la Lombardia.

In sostanza il numero esorbitante dei decessi, così ben documentato dall’Istat, rispetto agli anni trascorsi e rispetto al Veneto e all’Emilia Romagna è da imputare a questa scarsa autonomia.

Mi preme intanto sottolineare una cosa. Quell’indagine dell’Istat è stata promossa per mettere in cattiva luce la Sanità lombarda. Sarebbe bene che l’Istat fosse più autonomo rispetto alle direttive dei Governi e svolgesse la stessa indagine per tutte le regioni d’Italia. Sarebbe alla fine il modo più corretto per valutare l’effetto di questa pandemia. E non solo in Italia, in tutto il mondo.

Tornando alle mie scuse, ho però una giustificazione. L’articolo suo e di Simona Ravizza ha un carattere paradossale. Vorreste che la Lombardia ritorni alla Lega della prima ora, secessionista? Se è così ditelo, ma allora scrivete un bell’articolo contro questo governo.

Perché tutta la responsabilità sul Presidente Fontana e il suo assessore alla sanità? Non una parola sul Presidente del Consiglio e la ‘falla di Codogno’, non una parola sul Ministro della salute Speranza che diceva da tempo che tutto era pronto per affrontare l’epidemia e che più volte aveva sollecitato gli altri stati europei a coordinare le proprie iniziative (che tenero!), non una parola sui contrastanti pareri di virologi ed epidemiologici, non una parola sulla magistrale gara di solidarietà a favore della ristorazione cinese da parte degli insigni protagonisti del PD, Zingaretti e Sala, Bonaccini e Merola, che forse hanno qualche responsabilità sulla sottovalutazione dell’epidemia, se non addirittura sulla diffusione del virus.

In ogni caso, signora dal giornalismo facile, la Regione Lombardia ha avuto davvero un primato europeo nel ricevere la piena del Corona Virus, ma è un fatto ormai acclarato che Spagna e Belgio abbiano superato nel numero dei contagi e dei morti la Lombardia, che la Francia si stia ampiamente avvicinando insieme al Regno Unito, e persino l’Olanda, ai contagi e ai decessi della Lombardia.

E conterà qualcosa rispetto al Veneto e all’Emilia-Romagna la maggiore densità demografica della Regione Lombardia. Lei avrà indubbiamente notato che il numero dei contagi, dei morti e dei pazienti in terapia intensiva a New York è di gran lunga superiore rispetto a tutto il resto degli Stati Uniti. Ciò nonostante il Governatore Cuomo è in questo momento ai vertici della notorietà e del favore tra i suoi concittadini. Neppure lui era tanto preparato ad affrontare l’emergenza. Ha solo usato la consueta ruvidezza verso i poteri federali che i democratici di solito gli rimproverano. Eppure il Presidente Fontana non ha inviato nelle più sicure case di campagna i lombardi benestanti, mentre Cuomo ha fatto il prepotente con lo Stato di Rhode Island dove gli abitanti facoltosi di New York hanno le loro case di villeggiatura (di qui i maggiori contagi e decessi di questo piccolo Stato).

La più impressionante, ma più ridicola delle sue sei ‘domande’ è quella circa la sorveglianza territoriale.
L’incipit è solenne: Intanto la Regione Lombardia abdica al ruolo di sorveglianza dei contagi sul territorio’ Basta inventare un nome altisonante ‘sorveglianza territoriale’ per dare per scontato l’esistenza di un ente e di una funzione. Il compito è poi vago ‘rintracciare e accertare la positività’ di chi è stato vicino a un ammalato’, ‘monitorare i cittadini in quarantena’. Le Asl (ora Ats) dovrebbero provvedere a questo secondo compito, al primo i medici di base. Ora è vero che la Tv ci ha fatto vedere in giro per le strade medici di famiglia volenterosi sprovvisti di adeguata attrezzatura, e sappiamo anche che alcuni di questi medici ci hanno rimesso la vita. Ma anche se la nostra Repubblica è fondata sui morti ammazzati, questo non muta le funzioni ordinarie dei medici di base, che hanno in tempi normali il compito di garantire i farmaci corretti e indirizzare ai reparti specialistici per esami i proprio assistiti. Così come è tra i compiti precipui delle asl l’assistenza ai malati terminali. Che la rete quindi dei medici di base sia stata smontata nel corso degli anni in Lombardia a me non risulta.

Signora Gabanelli dove vive lei? Lei sa che non può comprare un farmaco senza la loro autorizzazione, né sottoporsi a una indagine in ospedale? Questa è la loro funzione in tutta Italia e in tutta Europa. E sa che le asl si occupano soprattutto dei malati terminali, e che poi ci sono altre istituzioni che si occupano della buona morte, quando non gliela garantiscono direttamente ospedali seri?

Del resto è da poco che è stato raccomandato ai cittadini di Milano di abbandonare l’abitudine di recarsi per una visita a un specifico pronto soccorso della città. Ed è esattamente quello che facciamo noi a Bologna, quando stiamo veramente male.

E’ poi assai discutibile lamentarsi della divisione tra Sanità pubblica e convenzionata al 30 %. Si è informata su quanto avviene nelle altre regioni di Italia? Da anziano che di ricoveri ospedalieri ha qualche esperienza in Emilia la sanità funziona così. Quando per un malore si arriva al pronto soccorso dell’ospedale in ambulanza o con un taxi, si è prima ospitati in medicina d’urgenza per 12 o 24 ore, poi trasferiti per gli esami in un reparto ospedaliero geriatrico o specialistico a seconda dei deficit. Infine, se tutta va abbastanza bene, concluse tac, risonanze magnetiche, esami cardiologici, e quant’altro, si viene ricoverati nelle cliniche convenzionate con l’ospedale per l’ulteriore periodo di degenza. Ovvio che qui ci sia più affollamento, meno spazio, meno personale medico e infermieristico e che quindi questa sanità convenzionata abbia la funzione di abbassare i costi della Sanità. In caso di epidemia da corona virus difficilmente questa prassi può ripetersi.

Piuttosto signora Gabanelli, si domandi perché la Cina, con la più ferrea dittatura comunista del mondo, con un passato di errori madornali e di milioni di morti nella costruzione di questo Comunismo, debba creare Megalopoli come Wuhan, e, per essere più precisi, 70 città con più di un milione di abitanti. La megalopoli di Wuhan è a metà strada tra Pechino con 8 milioni di abitanti e Shanghai con 22 milioni. Non è certo l’impossibilità da parte delle autorità cinesi di governare la speculazione edilizia che li obbliga a questi insediamenti.

Ci spieghi perché in tutto il mondo occidentale devono esistere delle China Town dove i poliziotti non entrano volentieri. So che lei preferisce le inchieste in cui dimostra come la Cina in Africa abbia investito più capitali e costruito più ferrovie dell’Occidente senza scrupoli morali o ideologici, irridendo agli Stati Uniti che non investono capitali laddove manchino le più elementari garanzie democratiche.

Resta da rispondere a Salvini e spiegare come mai la Regione Lombardia ospiti il maggior numero di malati provenienti dalle altre regioni.

Certamente ci sono carenze e criticità. Per dire, l’ospedale Sacco gode di medici eccellenti, ma ha spazi ristretti e affollati e temo che ci siano molti casi in Lombardia in cui gli ospedali siano piuttosto antiquati, ma questo non è un buon motivo per mettere sotto accusa la Regione, nel momento in cui Governo e Partiti di maggioranza, Protezione Civile, Istituto Superiore della Sanità, virologi ed epidemiologi sono stati soprattutto un intralcio piuttosto che un aiuto per la Regione Lombardia.

Milena Gabanelli e il coronavirus

Milena Gabanelli è una giornalista dal piglio sicuro, parla a raffica, sconcerta perché è in grado di mostrarci panorami di eccellenza assai lontani dalla nostra immaginazione.

Spesso addita soluzioni a problemi complessi del tutto rivoluzionari, ma basati su pochi semplici presupposti di buon senso e buona volontà.

Abbiamo imparato a conoscerla sulla rete di Rai tre.

Tuttavia occorre una buona memoria e, fortunatamente, selettiva per capire che non è tutto oro quel che luccica nei suoi magici servizi.

Una caratteristica delle sue inchieste è che spesso additano agli italiani soluzioni straniere di grande successo che risolverebbero efficacemente i nostri problemi.

Una delle risorse tipiche del suo giornalismo è che se si illustra un tema in un paese straniero, la Gabanelli si informa dalle sedi ufficiali. Poniamo, se ci si occupa di politiche del lavoro in Germania, ci si rivolge ai responsabili nel Governo, nei sindacati, nei Land della Germania.  Gli stessi temi trattati in Italia vengono invece illustrati attraverso ricerche condotte nell’opposizione, tra i Cobas, nel caporalato meridionale.

Ricordo un esemplare servizio sull’accoglienza dei lavoratori stranieri in Svezia e su quanto sindacati e associazioni di assistenza si adoperassero per far loro superare ogni difficoltà di insediamento.

Molto bene, tuttavia sono rimasto dopo un paio d’anni sorpreso alla notizia che i lavoratori mussulmani avevano messo a ferro e fuoco la città di Malmö, geograficamente dirimpettaia di Copenhagen.

Ricordo come altro esempio un servizio eccellente su come il governo spagnolo avesse risolto il problema della speculazione edilizia in Spagna, obbligando i costruttori a edificare abitazioni supplementari destinate ai non abbienti. Mi è sembrata un’ottima risorsa prima di conoscere la crisi edilizia in cui era precipitata la Spagna.

Si potrebbe continuare così. Ma il mio intento è altrove: spendere qualche parola sulla Sanità lombarda proprio perché non amo un giornalismo tanto d’effetto quanto gratuito. Di fatto la Gabanelli è l’ultima a sparare cannonate contro la Sanità lombarda, dopo che ci si sono provati in tanti a cominciare dal nostro beneamato Presidente del Consiglio.

La prima sciocchezza espressa dalla Gabanelli è l’idea che l’epidemia sia cominciata contemporaneamente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. In Veneto infatti, senza voler togliere alcun merito al Presidente Zaia, l’epidemia era circoscritta a un solo paese di tremila abitanti; anche qui sono piovute dall’alto ogni tipo di critica e tra i grandi meriti di Zaia è quello di essersene fregato, anche perché ci ha fatto il callo. Per quanto riguarda l’Emilia la epidemia era circoscritta a Piacenza zona contigua a quella di Codogno.

Non sembra invece che la Regione Piemonte finisca sotto inchiesta da parte della Gabanelli, mentre verrebbe da chiedersi: ma non si sono svegliati un po’ in ritardo?

La seconda sciocchezza della Gabanelli è aver dimenticato che dal primo giorno il Presidente Fontana è stato sommerso dalle critiche. La prima delle quali è stata quella di fare troppi tamponi, con grande scandalo di giornalisti, avversari politici, virologi e epidemiologi di ogni razza: ‘tamponi persino agli asintomatici e ai morti!  Ma che figura ci facciamoall’estero!’ E vi ricordate l’epidemiologa che esclamava: ‘ma siamo matti a reagire a questo modo a una banale influenza!’

 Così come è stata accolto come una indegna provocazione e un insulto al Presidente del Consiglio il fatto che Attilio Fontana si sia presentato alla televisione con una mascherina in volto, mentre già si sapeva che una sua collaboratrice era contagiata. Tamponi e mascherine a tutto spiano oggi sono raccomandati da ogni governo, dall’organizzazione mondiale della sanità e dalla stessa Gabanelli in una comparsa recente.

Ho già ricordato nelle settimane passate che il Presidente Fontana è stato criticato, prima, per aver affidato i pazienti a un ospedale periferico e inadeguato come quello di Codogno, poi, per aver esportato il contagio a Milano  proponendo l’ospedale Sacco come centro per l’assistenza dei casi critici, infine, per aver trascurato l’uso e la disponibilità dei medici di base, mentre ricordo che inizialmente era assolutamente sconsigliato rivolgersi ai medesimi.

Scusate tanto, capisco che un pubblico giovanile abbia scarsa conoscenza di certe situazioni e che anche la Gabanelli abbia l’aria di donna energica che gode di ottima salute, ma di grazia siete mai stati in un ambulatorio dei medici di base o di pediatri? Qui le masse di covid-19 sarebbero state visibile a occhio nudo!

E con i loro mille/ millecinquecento assistiti che cosa si pensa avrebbero potuto fare anche i più volenterosi medici di base, che ricoprono ruoli più o meno analoghi in tutte le nazioni d’Europa in cui dilaga il corona virus e in cui l’assistenza sanitaria è un diritto di tutti i cittadini (da noi anche di tutti gli irregolari).

Per cui mi vien da ridere al pensiero che la Gabanelli spara in sincronia quelle che sono state le tre successive bordate contro il Presidente Fontana.

Mi fermo qui per oggi, ma tornerò sull’argomento, perché qui dietro cova l’idea di statalizzare (e meridionalizzare) la sanità italiana sottraendola alle Regioni, oltre quella di ‘cancellare Salvini’.

Trenta Procure

Chi deve riaprire, che deve riaprire, come deve riaprire, quando deve riaprire sono assillanti interrogativi che occupano e preoccupano in questi giorni giornali e telegiornali italiani.

Nella varietà delle iniziative delle singole Regioni sembra tuttavia prevalere un atteggiamento attendista e prudente.

Non è questo il caso della magistratura italiana. Soprattutto il decreto legislativo del 17 marzo 2020 aveva posto un freno significativo alla ‘frenetica’ attività dei nostri tribunali.

Ma oggi è sicura la riapertura delle attività, grazie all’iniziativa giudiziaria delle 30 procure 30 che hanno deciso di aprire fascicoli per omicidio colposo nei confronti di una quantità di case per anziani in cui il coronavirus è entrato devastante. Ovviamente l’apertura delle indagini delle 30 procure ha mobilitato gli arrabbiati parenti e prontamente, immagino, centinaia, forse migliaia di avvocati avranno deciso di attivarsi.

Qualche organo di stampa ha sostenuto che si tratta di accuse difficili da sostenere, che produrranno sicuramente una grande quantità di documentazione giuridica, ma questo semmai costituisce un incentivo  alla laboriosità degli avvocati. In alcuni casi l’indagine investe non solo le singole case per anziani, ma anche la Regione, come è ovviamente il caso della Regione lombarda, dove ha già fatto irruzione la Guardia di Finanza (chissà perché non la polizia giudiziaria, di cui diffidano peraltro le procure, per motivi ahimè ormai celati alla mia labile memoria).

A Palermo è segnalato un caso in cui una casa per anziani è anche accusata di riciclaggio, per cui prevedo imminente una dichiarazione di Piercamillo Davigo, che ci spiegherà come la mafia sia entrata da tempo anche nel dovizioso mercato della assistenza agli anziani.

Sono sicuro invece che nessuno muoverà non dico accuse giudiziarie, ma neppure qualche blando rimprovero alla Presidenza del Consiglio, al Ministro della Sanità, al Commissario straordinario e alla stessa Protezione civile, visto che non una parola è stata spesa nei tanti decreti o nelle molteplici ordinanze per proporre efficaci disposizioni rivolte a impedire o contenere il prevedibilissimo ingresso del coronavirus nelle Case di riposo di tutta Italia.

Ma si sa che questo Governo e soprattutto la sua componente pentastellata gode della protezione e del sostegno della magistratura e degli organi di informazione di riferimento.

Se non ora, quando?

Da circa 20 giorni ho smesso di scrivere un diario sulla pandemia da coronavirus. I motivi sono tanti.

In primo luogo, i pochi che presumo abbiano letto quel diario non hanno mostrato interesse, né condiviso le mie considerazioni. Qualcuno mi ha accusato di presunzione (in generale per tutti gli articoli) senza per altro motivare neppure vagamente l’accusa. Qualcuno mi ha accusato di non saper trovare i dati e le spiegazioni che esisterebbero. Qualcuno mi ha ammonito: guarda che la situazione è seria…. È troppo seria per … scrivere un blog? Per dire quel che si pensa? Non è meglio parlare? Si ha paura di dire in pubblico quello che si pensa in privato?  Allora davvero la situazione è seria! Si è troppo spaventati per aver voglia di parlare? Oppure, non sapendo che pensare, e qualche volta che fare, si cerca dappertutto una o l’altra notizia, si interroga questa o quella autorità … senza sosta, … senza quiete?

In secondo luogo, questa situazione è troppo seria per dire in pubblico quello che si pensa in privato, se, uscendo dalla sfera di parenti, amici e conoscenze, ci si rivolge alle istituzioni, alle autorità regionali, statali, alla Protezione civile, all’Istituto Superiore della Sanità e agli italiani di qualsiasi regione? Non diventa ancora più seria, tanto seria da diventare un alibi per qualsiasi azione sconsiderata? L’ha ben sintetizzato proprio il nostro Presidente del consiglio citando dalla peste del  Manzoni “del senno di poi son piene le fosse”.  Ragion per cui, second lui, non è il momento di fare dei bilanci.

Eh no: il Presidente del consiglio era un avvocato e continua a fare l’avvocato, non del popolo ma di se stesso, difendendo un operato indifendibile. L’epidemia è nata in Cina e le autorità cinesi, coreane, forse anche giapponesi, ci avevano indicato come affrontare la situazione. Giuseppe Conte e il suo governo – soprattutto, ma non solo, i Cinque Stelle – era in ritardo su tutto. Mentre l’epidemia scoppiava anche in Italia, alla fine di febbraio, occorreva ancora licenziare il decreto ‘mille proroghe’, che qualsiasi governo (persino il governo francese) chiude il 31 dicembre. Un ritardo per includere una legge sull’abolizione della prescrizione che solo un ministro presuntuoso, pericoloso e incompetente poteva vantare come una conquista di civiltà.

Il presidente del Consiglio ha sostenuto che solo procedendo per gradi, con tre decreti successivi, poteva condurre gli italiani a una simile restrizione delle libertà e attività personali, alla chiusura di musei, cinema, ristoranti, parchi, scuole, università. Davvero? Non potevamo permetterci quello che può fare il capo del comunismo cinese? Ma Sud Corea e Giappone sono paesi democratici e lo hanno fatto.

Ma non parliamo dell’Oriente che, come ho già detto nel mio diario, ha più rispetto per il prossimo di tutto l’Occidente cristiano. Il governatore delle California (uno stato di 41 milioni di abitanti) ha deciso in un solo giorno di adottare le misure di contenimento dell’epidemia che il nostro governo ha deciso in tre settimane. E in tre giorni è stato imitato da tutti i Governatori della costa nord-orientale degli Stati Uniti e da molti altri Governatori, ragion per cui oltre un terzo dei 330 milioni di ‘americani’ si sono trovati chiusi in casa. Presto altri adotteranno le stesse misure, malgrado il fatto incredibile che il Presidente degli Stati Uniti abbia continuato a minimizzare l’epidemia e a caldeggiare l’idea, a dir poco demenziale, che gli Stati Uniti non sono un paese propenso allo shutdown.

I disordini dell’8 marzo nelle carceri erano assolutamente prevedibili, data la sospensione totale dei colloqui con le famiglie, i provvedimenti del 17 marzo (Decreto Legge n. 18) propongono vantaggi per una ristretta minoranza e si scontrano con le lungaggini della magistratura di sorveglianza. Per il resto della popolazione carceraria si ricorrerà a videochiamate quotidiane, dicono i giornali. Preferisco invece attenermi al testo del decreto legge:       

Art. 83 comma 16: ‘Negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, a decorrere dal 9 marzo 2020 e sino alla data del 22 marzo 2020, i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati a norma degli articoli 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354, 37 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, e 19 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, sono svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, che puo’ essere autorizzata oltre i limiti di cui all’articolo 39, comma 2, del predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 e all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 121 del 2018.

Questo articolo è indecente per le seguenti ragioni: vengono citati tre articoli di legge (per l’esattezza una legge del 1975, un decreto presidenziale e un decreto legislativo ) in cui si parla di colloqui con famiglie e avvocati, delle loro modalità e frequenza. Si limita invece il diritto solo a colloqui a distanza con apparecchiature, se esistenti, o piuttosto alla sola corrispondenza telefonica (che è termine giuridico per indicare una telefonata di x minuti). Si può autorizzare in questo caso una frequenza o una durata maggiore rispetto alle leggi esistenti.  133 parole (delle oltre 45000 del presente decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020) per indicare un divieto retroattivo! e una possibilità di ricorrere alle telefonate per altri 5 giorni! Un articolo tanto indecente da far pensare che sia stato scritto direttamente dal Ministro della giustizia, che, vale la pena di ripeterlo, considera l’abolizione della prescrizione una conquista civile.

Come avevo previsto nel mio diario, la rivolta nelle carceri è stata generale per l’abolizione sine die dei colloqui e contatti con familiari e avvocati, con danni quantificati in questo decreto in 20 milioni di euro. Credo che, forse meglio di molte altre critiche, la citazione di questo comma dia la misura del valore di questo decreto di 45000 parole. Decretare inoltre la sospensione dei colloqui il 17 marzo, a partire dal 9 marzo, significa che l’ordine di abolire i colloqui è partito dall’alto (ho verificato quella notte stessa che tutte le carceri italiane venivano chiuse) e che si intende ‘mettere una pezza’ a una palese violazione della legge.

Ugualmente prevedibili erano le disastrose situazioni degli anziani nelle case di riposo e delle residenze per disabili. Ci giunge notizia soltanto che i gestori abbiano interrotto ogni rapporto tra gli anziani e le famiglie e non informino neppure i parenti dello stato di salute dei propri cari. Neanche in questo caso governo e protezione civile hanno adottato misure degne di nota.

Ma qui mi voglio soffermare su una puntata di Piazza pulita del 26 marzo 2020 in cui Corrado Formigli ha intervistato Matteo Salvini (tutt’ora visibile in Streaming). Che il conduttore ci tenesse a criticare sotto ogni punto di vista la Sanità lombarda e Salvini era abbastanza scontato, ma c’è una domanda incredibile fatta da Formigli che un giornalista certamente fazioso ma avveduto come lui non avrebbe dovuto fare: ‘Il coronavirus non conosce confini, nessun paese di destra o di sinistra è stato risparmiato, è la fine dell’utopia sovranista?’ Salvini risponde che la domanda è bizzarra. Ognuno può pensare quello che vuole di questa intervista, ma la domanda merita di essere incorniciata negli annali della stupidità giornalistica italiana. Perché il Corona virus nulla ha che vedere con il sovranismo, e semmai è vero il contrario: è l’effetto della globalizzazione, e della globalizzazione più selvaggia. Bill Gates, e molti altri compreso Bill Clinton, sosteneva già nel 2018 che una pandemia era inevitabile e proponeva di attuare misure di emergenza.

Formigli si corregge e dice: volevo dire che non possiamo sconfiggerlo senza l’aiuto dell’Europa. Personalmente ho scritto nel mio diario che in realtà il Coronavirus ha prodotto la ‘libera circolazione del sovranismo’. Non solo l’Europa non aiuta, ma ciascuno Stato va per conto suo, a cominciare da Svezia e Regno Unito, ma anche la Germania, la Francia, Il Belgio, l’Olanda e persino tutti gli Stati che non hanno l’euro si oppongono a qualsiasi accordo comune per fronteggiare l’emergenza. 

Del resto, se Mario Cuomo nella città e nello stato di New York si è attirato la simpatia dei cittadini, mettendo in atto restrizioni simili a quelle italiane, quando Trump ha proposto di mettere in quarantena gli Stati di New York, New Jersey, Connecticut, Michigan e California, (tutti democratici),  Cuomo ha detto che sarebbe un ‘atto di guerra contro gli Stati’. Trump ci ha rinunciato, ma non mi sembra encomiabile la pretesa di Cuomo , che da un lato mette in quarantena  i propri concittadini, dall’altro esige la loro libera circolazione negli altri Stati.

Ma c’è qualcosa di molto più importante che riguarda il nostro paese: se La Repubblica reca il titolone “Cancellare Salvini” fa il suo mestiere mediatico. Siccome lo ha sempre desiderato e proposto, è semmai una esortazione rivolta ai colleghi delle altre testate giornalistiche. Ma intanto la Regione Lombardia e il suo sistema sanitario è sotto attacco: le si è rimproverato, prima, di portare i contagiati in ospedali periferici non attrezzati (Conte: ‘la falla di Codogno’), poi, di aver lasciato in abbandono i medici di base che sono in prima linea (questa puntata di Formigli) e, infine, (oggi 3 aprile 2020) di aver portato il virus da Codogno negli ospedali di Milano. Proprio oggi invece negli Stati Uniti si esprime apprezzamento e interesse per l’Italia che sembra ‘appiattire la curva’ dell’aumento dei contagi.

Si dirà di storie ce ne sono tante e non vale la pena di perderci il sonno. Ma la realtà è che si intende approfittare dell’emergenza per togliere la sanità alle autonomie regionali, come vuole persino il ministro Orlando del Pd. Quindi ha torto Matteo Salvini quando dice, come ha detto a Formigli, che non è il momento dei bilanci e delle polemiche. Noi anziani ci ricordiamo come era la sanità prima delle autonomie regionali, e come è tutt’ora nel Sud. Del resto il matto che li comanda non vorrebbe anche lui approfittare della pandemia per rendere universale il reddito di cittadinanza? Ha detto proprio così universale e non planetario, pensando probabilmente ai diritti degli alieni.

Concludo con una notizia buona e una cattiva:
la notizia buona è che Nicola Zingaretti è guarito.
La notizia cattiva è che Nicola Zingaretti è guarito. Per cui, lui che antepone all’interesse di partito il bene pubblico. come vuole il presidente Conte, continuerà a fare disastri.

 Ma c’è anche una seconda notizia buona e una cattiva.
La notizia buona è che Nicola Porro è guarito.
La notizia cattiva è che Nicola Porro è guarito e pretenderà di festeggiare la Pasquetta ‘fuori Portaì insieme a Matteo Renzi.

Un saluto infine a Paolo Mieli: in un articolo molto equilibrato ha aggiunto “Bene ha fatto il nostro Presidente del Consiglio a non tornare alla  normalità per la Pasqua”; e che altro avrebbe potuto fare? non c’è bisogno di essere così bolognese, nel senso dantesco del termine, Signor Mieli.

Coronavirus, un diario

6 marzo 2020

Dedicherò questo articolo agi effetti che l’epidemia del Coronavirus provoca nei campi più disparati, guidato soltanto dalle riflessioni che le notizie mi hanno suggerito. Già da adesso viene in mente a me, come penso a molti altri, il proverbio ‘Non tutto il male viene per nuocere’. Fantastici i brani dedicati alla Peste di Londra del 1665 nei diari di Samuel Pepys e di John Evelyn.

Meritano di essere riprese alcune riflessioni già presenti negli articoli precedenti. Prima di tutto sulla stupida euforia dell’ultimo week end in cui prevalevano, tra esperti, politici, giornalisti, una ventata liberatoria di euforia del tipo ‘ma siamo matti a seminare il panico, per una epidemia influenzale come tante altre?’ Le mamme dell’Emilia raggianti, perché i figli il 3 marzo sarebbero tornati a scuola, il presidente del Consiglio a litigare con il governatore Fontana per la falla sanitaria prodotta a Codogno; gli esperti virologi, i ricercatori del genoma, epidemiologi, pneumologi a esprimere una vasta gamma di opinioni contraddittorie; il ministro della salute che, preso in contropiede, perché per settimane aveva sostenuto che tutto era pronto nella sanità italiana per il Coronavirus; (Senza per la verità alcun riguardo per quanto consigliavano i medici cinesi), gli esperti dell’informazione a tuonare contro la mania dei tamponi ‘ma che immagine dell’Italia trasmettiamo?’Gli esperti della finanza e dell’economia già da subito a proporre contromisure economiche per il rilancio della produzione e delle esportazioni. Un Oscar particolare – nella diffusa demenza – va ai magistrati che hanno aperto un fascicolo, spero contro ignoti, sia sull’ospedale di Codogno, sia su Vò.

Per fortuna il covid-19 (coronavirus disease-2019) ci ha messo meno di una settimana a farci rinsavire con il suo implacabile contagio e il suo puntare ogni giorno al raddoppio di contagiati (e di morti), meglio di qualsiasi fanatico della roulette.

Abbiamo imparato che la scienza e gli scienziati non sono e non devono essere tutti d’accordo.

Abbiamo imparato che il Virus si diffonde soprattutto negli ospedali e nei pronto-soccorso, come da molte settimane ci dicevano i medici e le autorità cinesi. Dove fioriscono tra l’altro – lo sappiamo da tanto – i più agguerriti batteri resistenti agli antibiotici.

Abbiamo imparato che fare molti tamponi non è un danno d’immagine per l’Italia. Vale la pena che racconti un aneddoto in proposito: alla rubrica del TG3 Linea notte un/a giornalista deplorava che in Italia si fossero fatti 20000 tamponi e indicava a modello gli Stati Uniti che ne aveva fatti solo 500. Non più tardi di 10 minuti dopo, l’inviato della Rai negli Stati Uniti, convocato dal conduttore, lo/la smentiva comunicando che si erano già fatti 4500 tamponi e che si disponevano a farne migliaia.

Perché il covid-19 fa rinsavire tutti. Ma abbiamo sentito che laggiù il costo di un tampone è 3200 dollari. Un medico mi ha detto che, se il paziente risulta contagiato, paga lo Stato, in caso contrario deve pagarlo lui.

 Quando penso che a Vò si dispongono a ripetere il test per tutti e duemila residenti, con una disponibilità di soli 150.000 euro, mi viene da augurare agli Stati Uniti tutto il contagio possibile. Chissà che in tal caso non vinca le primarie Bernie Sanders e riesca a fare per la sanità americana quello che non è riuscito a fare Obama. Forse il Presidente Trump, con le sue folli sottovalutazioni, darà una mano alla provvidenza.

Contro gli esperti di economia e finanza (e molti noti esponenti del PD) voglio io proporre per un Oscar o per un Nobel il più acuto invitato a Linea notte, Francesco Cancellato, vicedirettore di Fanpage.it, un giornale on line, pensate un po’, fondato a Napoli nel 2011. La tesi che ha proposto è tanto semplice quanto intelligente: non dobbiamo immaginare che l’emergenza sanitaria e l’emergenza economica contemplino interessi che confliggono. Riuscire a contenere il contagio costituisce il più importante risultato economico che l’Italia possa attendersi. Su che base? La posta in gioco di tutte queste misure draconiane è la capacità di contenere il contagio nei limiti delle capacità del nostro sistema sanitario e la speranza di una limitata diffusione in regioni meno attrezzate dal punto di vista sanitario rispetto alle regioni del Nord.

Confortavano questa prospettiva pochi altri, come il professore di igiene all’Università di Pisa Marcello Tavio, Presidente del SIMIF (Società italiana per le malattie infettive, se non erro). Le sue assennate risposte alle domande dei giornalisti mostravano inoltre che, se il governo può dare le direttive generali, soltanto le regioni sono in grado di fornire risposte conformi alle proprie specificità.

Qualcuno ha osservato che gli ospedali periferici come Codogno sono svantaggiati; altri con più logica hanno osservato che non tutti gli ospedali possono offrire le cure più costose in una medicina che per essere eccellente è diventata specialistica. La nostra sanità del resto, per essere efficiente, non ha margini disponibili per rispondere immediatamente a una situazione di emergenza. Tradotto in pillole: posti letto, infermieri, dottori sono proporzionali alla richiesta normale di cura da parte della popolazione.

A posteriori sembrano piuttosto ridicole e inopportune le visite in massa degli esponenti del PD al quartiere cinese di Milano, e i pranzi e le cene ai ristoranti cinesi di Milano e Bologna. Cominceranno adesso a mostrare la loro solidarietà ai gestori italiani di ristoranti, trattorie, fast-food di Milano e Bologna? Ci sono cascato anche io, quando commosso guardavo il Presidente Mattarella in visita in una scuola elementare frequentata da molti splendidi bimbi cinesi, pensando che fosse stata la più bella idea del Presidente. Ancora oggi – in ritardo – Corrado Augias in TV leggeva il brano dei Promessi Sposi quando Renzo a Milano, a causa della peste, viene accolto col forcone come un untore. La sinistra è sinistra (e non è una tautologia) ripeto dentro di me, e non smette mai di fare propaganda.

Lasciatemi gridare una volta tanto: cara professoressa Nadia Urbinati, ‘accoglienza’ ormai è un termine ideologico in bocca alla sinistra, in bocca a papa Francesco è ‘propaganda fide’.

Tanti hanno ricordato le pesti, fino a quella di Atene, in questi giorni. Nessuno ha ricordato la Spagnola. Eppure è quasi il centenario, visto che è scoppiata a fine del 1918 e nel 1919, con un numero di morti nel mondo che oggi si stimano tra i cinquanta e i cento milioni. Non voglio affatto seminare il panico. La Spagnola faceva vittime proprio tra gli adulti sani, al contrario del Coronavirus.

Facendo lo zapping tra un TG e l’altro, ho notato che, da quando è stato detto che la mascherina non protegge chi la porta, ma piuttosto chi ci sta intorno, raramente ho visto un Italiano (o un Europeo) usare la mascherina, a parte il personale sanitario negli ospedali. Al contrario in tutti i paesi asiatici colpiti o meno dal Coronavirus l’uso della mascherina è generale. In parte sarà dovuto alla difesa dallo smog, ma credo che la causa principale sia un ancestrale rispetto per il prossimo, evidenziato spesso dall’inchino del capo o analoghe espressioni quando ci si incontra. Una lezione per l’occidente cristiano.

Sabato 7 marzo 2010

Colazione. Il conduttore della rubrica sulla salute di Rai 3 ha pensato bene di aprire la trasmissione sull’ansia, intervistando un professore di Psichiatria dell’Università di Tor Vergata a Roma.  Quasi subito una Signora, telefonando dalla zona rossa del Lodigiano, ha detto che in realtà lì sono molto tranquilli e inventano filastrocche sul Coronavirus per i bambini. Ovviamente l’ansia è generata da ciò che è futuro e incerto assai più che da ciò che conosciamo; in altre parole più dalla globalizzazione che dal Coronavirus. Proprio sulla diffusione universale attuale dell’ansia, soprattutto tra i giovani e i meno giovan,i la trasmissione è stata carente.

Microsoft News: a conferma del detto che ‘tutto il mondo è paese’, negli Stati Uniti c’è stata una replica del litigio Presidente Conte-governatore Fontana, tra il Presidente Trump e il governatore dello Stato di Washington- (costa occidentale, a Nord della California) dove si registrano 13 dei 17 morti per Coronavirus negli USA. Soltanto che i toni sono stati molto più accesi, come si confà a un grande paese e soprattutto a un weird President: Trump, che già non aveva buoni rapporti con il governatore Jay Inslee, si è limitato a definirlo a Snake, un serpente. Gli 8 miliardi e passa già stanziati per fronteggiare il contagio non sono merito suo, ma frutto di decisioni prese in Parlamento.

Il Post offre ogni giorno notizie accurate sul Coronavirus. Ieri 6 marzo ha ripreso un rapporto dell’ISS sulle prime 105 vittime italiane con le seguenti percentuali: 42.2% ottuagenari, 32,4% settuagenari, 14,1 % nonagenari, 8,4% sessagenari, 2,8 cinquantenari. A occhio, a me sembrano coerenti con l’indice ordinario di mortalità in rapporto con l’età. (ovviamente non è che i nonagenari godano di salute migliore, è che sono molti meno!)

Circa ‘non tutto il male vien per nuocere’, un amico ha detto che il suo aereo da Parigi era quasi vuoto, che ci sarà meno inquinamento nei cieli, meno inquinamento industriale, meno domanda di petrolio, in breve un vantaggio per il clima. Già, ma ci si muove più in auto che con mezzi pubblici. Penso invece che ai genitori faccia bene stare di più con i figli; per tutti un po’ più di considerazione per le fatiche degli insegnanti, una buona opportunità per i più avveduti.

Che danno può fare il dolore straziante e l’accorata partecipazione alle Esequie affollate di un caro estinto, se portatore del Coronavirus, come è successo a San Marco in Lamis, nel Foggiano ! Con l’augurio a tutti di una pronta guarigione …non posso trattenermi dal sorridere per l’insipienza.

Sabato notte 7 marzo
Erano giorni che guardavo in TV codazzi affollati di politici aggirarsi senza alcun rispetto per le stesse regole che il governo raccomandava, con aggiunta di strette di mano. Adesso spunta Zingaretti che dice sorridente “Sono positivo. Sto Bene. Lavoro da casa”. A Repubblica non pare vero di imbastire un bella lista di politici beneauguranti e solidali con il capo del Partito Democratico.

Apre la lista Renzi, il più incontinente: ‘Forza Nicola, tutti con te e grazie ai medici, infermieri, farmacisti, ricercatori. Tutti insieme, tutti’. Un ‘Forza Zingaretti’ anche di Gentiloni e a seguire la sindaca Raggi, Salvini, il governatore Fontana; Teresa Belloni, il ministro Gualtieri, e altri fino a Molliconi di Fratelli d’Italia. Berlusconi anche è solidale ma non c’è. Quando un comune cittadino è positivo cercano di ricostruire tutti i suoi percorsi. Qui un segretario di partito che dovrebbe dire: ‘sono positivo, chiedo scusa per aver dato il cattivo esempio, chiedo scusa specialmente a medici, infermieri… .’ Meglio il ministro Orlando che ha detto soltanto. ‘Farò un controllo anch’io’.

domenica 8 marzo
Quando ero un liceale circolava una barzelletta sull’Europa come paradiso e l’Europa come inferno. Nell’Europa come inferno i poliziotti erano tedeschi, la cucina era inglese, agli Italiani toccava l’amministrazione. Fermiamoci qui. Sarà stata dimenticata, per non rendere l’unione ancora più difficile. Non per questo sembra tanto lontana dalla realtà.

Il nuovo decreto di questa notte scontenta il Piemonte che vorrebbe la zona rossa estesa a tutta le regione, il Veneto che vorrebbe sottratte le sue province alla zona rossa. Non è solo una rivendicazione di autonomia; molto dipende dal carattere impreciso o ambiguo delle disposizioni che ammettono una interpretazione più severa, e allora si lamenta il Veneto, o meno severa, e allora è il Piemonte a volere estendere la zona rossa. Ma forse la vaghezza era richiesta per arrivare a un accordo tra le parti a Roma.

Perciò in Piemonte erano tutti a sciare, chiuse le piste invece nel Trentino. Piscine e palestre chiuse solo in Emilia e Romagna. Tutti scandalizzati a Milano non tanto per l’assalto ai treni nella notte, quanto per la fuga di notizie. Eppure i treni potevano essere fermati o comunque prevista la situazione. La chiusura delle carceri è stata generale e per tutta la settimana. Non erano del tutto prevedibili le rivolte? E anche la giornata delle donne non poteva essere rinviata, a tutto vantaggio delle sue manifestazioni?

Ritorno alla mia fissa di sabato sera. Sale affollate in attesa del decreto e i giornalisti pigiati guancia a guancia con i microfoni in mano, mentre si raccomanda a tutti gli italiani di evitare gli affollamenti e di rispettare le distanze tra le persone. Altri sono indifferenti a queste incongruenze; meglio prendersela con il disgraziato che a Bologna ha taciuto di essere contagiato pur di fare subito il suo intervento a urologia. Sicché l’autore del crono-programma, poteva esortare all’auto-responsabilità, mentre prosegue la caconomìa.

lunedì 9 marzo 2020 ore 19
Domenica mattina, appena letto della rivolta al carcere di Salerno, dopo aver visitato vari siti, ho scritto ‘la chiusura delle carceri è stata generale e per tutta la settimana. Non erano del tutto prevedibili le rivolte?’ Adesso alcuni personaggi incivili incitano alla chiusura delle celle e al raddoppio delle pene e mostrano video indegni del peggiore stato del mondo. Tutti sanno che le nostre carceri sono le più affollate d’Europa, tutti dovrebbero sapere che i carcerati aspettano il giorno e l’ora dei colloqui come l’evento più importante delle loro settimane. Tutti i carcerati avranno visto in TV la richiesta di evitare gli affollamenti. Io penso che quanti non hanno previsto reazioni assai prevedibili debbano essere rimossi e che certamente il Ministro della Giustizia va rimosso, a meno che non dimostri di aver diramato qualche istruzione in proposito che è stata disattesa.

Martedì 10 marzo 2020 ore 9
Apro il cellulare e vedo un Travaglio furioso che chiede che vengano individuati e puniti quanti hanno lasciato trapelare notizie sul decreto in preparazione la notte dell’8 marzo. Alcuni affermano che i capitoli sulla peste dei Promessi Sposi siano di una sconcertante attualità. Ebbene Travaglio è un eloquente rappresentante, non l’unico certo, dell’attuale caccia all’untore, alla ricerca di qualcuno da mettere in galera come responsabile della diffusione del contagio.
Benedetto Croce bollò come moralistica e priva di validità storica la Storia delle colonna infame di Alessandro Manzoni. Direi piuttosto che tale storia difetta di storicismo crociano. Se ha ragione Croce quando osserva che il cardinale Borromeo è responsabile di torture verso gli accusati, ha torto se considera i monatti i veri untori, e ancora più torto nella totale giustificazione dei giudici, sulla scorta della concezione della giustizia e delle norme giuridiche del tempo. Quasi che giudizi morali non esistessero allora, mentre vediamo che oggi sono costanti su tutti gli eventi connessi al Coronavirus.

Un accurata indagine mostra che a Seattle, il portatore 0 del contagio si è comportato nel più saggio e responsabile dei modi, notificando subito il suo malessere e analogamente si sono comportati medici e autorità nell’isolarlo e nella ricerca dei suoi contatti. Malgrado tutto ciò, il focolaio infettivo si è esteso ugualmente nella città e nello Stato di Washington. Avrebbe più senso invece trovare i responsabili che hanno chiuso a tempo indeterminato le carceri italiane. Qui il Coronavirus non c’entra nulla, c’entra una concezione barbarica e manettara della giustizia.

mercoledì 11marzo ore 16
La libera circolazione del sovranismo.
Informazione e trasparenza dovrebbero essere requisiti fondamentali degli stati autenticamente democratici. La globalizzazione avrebbe dovuto estendere e arricchire la conoscenza e la collaborazione tra i paesi. Populismo e sovranismo erano i deplorevoli, anzi i vergognosi attributi di una destra ignorante, miope e autoritaria. Per essere sbrigativi, fascista. L’Unione Europea ricerca soluzioni condivise con spirito collaborativo tra i paesi che la compongono.

I fatti: L’informazione più precisa e dettagliata, quotidiana, sull’epidemia del coronavirus è stata fornita dalla Cina. Non sembra uno stato democratico. A seguire dalla Corea del Sud e dall’Italia. Spesso accompagnata dalla disapprovazione di menti esperte e illuminate.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima a tutt’oggi 113/114 mila contagi e 4.000 morti. In che modo? Riceve dati puntuali dagli 80/100 paese colpiti dal virus? Si basa su criteri di probabilità? Non è dato sapere.

Queste 3 righe sono errate. Soprattutto che non è dato sapere. Probabilmente le mie scarse informazioni erano basate sul sito della OMS, la quale anche oggi 12 marzo parla di 125 000 casi. Un sito della Johns Hopkins University, suggeritomi da un amico e citato anche da l Sole 24 ore fornisce dati assai più precisi e dettagliati per il mondo: 127.000 circa….

11 marzo 2011 ho scritto:
Veniamo all’Europa. La Francia qualche cifra la dà, 1000/1500 casi, un certo numero di morti. Più che altro si diffonde sui metodi di contenimento dell’epidemia fase 3, fase 2, vietati eventi con + di 5000 persone, poi con + di mille persone. Per dare il senso di un paese forte, ordinato, lungimirante. La Grandeur, la Grandeur! o il ridicolo?  (Oggi 14 marzo ricordo solo la bravata dei 3500 intrepidi che hanno sfidato in massa il coronavirus).

Mercoledì 11 marzo avevo scritto
La palma forse la merita la Germania. C’è qualcuno che ha capito quanto è ampio il contagio in Germania? 4000 anziani invitati a stare a casa nella regione North Reno -Westfalia, 1000 casi di contagio in tutto il paese, ma nessuna vittima, anzi forse 2. (?), Son medici tedeschi, mica far paragoni! Quanto alle misure: divieto assoluto di esportare ogni genere di materiale sanitario, a cominciare da quello connesso con il coronavirus. L’importante è non far trapelare notizie che potrebbero nuocere all’economia del paese; Merkel proprio come Macron.

C’è chi mi corregge rinviandomi soprattutto a quanto il 10 marzo ha sostenuto il ministro della salute Jens Spahn. Il ministro ha detto che l’80% delle infezioni sono state miti.  Inoltre il virologo Christian Drosten della Charité di Berlino ha fornito due ragioni per giustificare un indice così basso di mortalità in Germania. In primo luogo la situazione in Germania è stata subito affrontata.  In secondo luogo la Germania è al comando per quanto riguarda la diagnostica. Ciò è dovuto al fatto che i test erano disponibili fin da gennaio , che i loro laboratori sono molto diffusi, bene equipaggiati  tecnicamente  con regole procedurali molto flessibili, che la loro associazione ufficiale per l’assicurazione della salute aveva già introdotto una procedura per questi test in Gennaio, il che significa che gli assicuratori sono supportati dal punto di vista finanziario..(Our laboratories are technically very well equipped, our regulations for the introduction of new test procedures are very flexible and our statutory health insurance association already introduced a code for these tests in January, which means that (insurers) are financially supported), testo originale in The local),

 Un ‘ultima motivazione è che gli infettati erano giovani che tornavano dalle vacanze e lavoratori.  A chi gli chiede se la mortalità aumenterà il ministro afferma che secondo Drosten la situazione è molto seria. Come in Francia al momento sono vietati assembramenti di più di mille persone-

Dopo queste dichiarazioni ho motivo di modificare quanto ho detto? La situazione nella zona del North Reno-Westfalia viene descritta come una gara di solidarietà e di saggezza.  Certo nessuno nega che i tedeschi siano più disciplinati e meno individualisti degli italiani. Ma i casi sono passati da i 1300 ai 2200 di oggi 12 marzo e i morti rimangono 3. Inoltre qualcuno ha visto descritto un tampone su una dottoressa tedesca, in cui veniva prelevato solo del muco sull’orlo interno delle narici, insomma in modo ben diverso da quanto si fa in Italia.

Altre fonti mi fanno comprendere che il sistema sanitario tedesco è diverso da quello italiano e credo anche spagnolo e francese e presenta caratteristiche simili al sistema americano. Leggo che secondo le autorità tedesche ‘le compagnie di assicurazione sanitaria sono state pagate per il test del coronavirus a partire dal 28 febbraio 2020’ ‘Tuttavia un dottore deve confermare che il paziente venga sottoposto al test’.  La quarantena volontaria è diffusa e raccomandata dall’Istituto Robert Koch nel caso di essere stati vicini a contagiati. La quarantena richiesta dalle autorità comporta controlli severi e pene fino a 2 anni di carcere o multe. 

Dopo di che mi permetto di dubitare ancora sulla veridicità dell’informazione e sulla validità delle misure adottate, almeno fino al 12 di marzo, dalla Germania ed esclamo con Orazio ‘credat Judeus Apella / non Ego..’

Avevo anche scritto qualche riga sull’Inghilterra. Mi sembrava che Johnson sottovalutasse i rischi connessi con il coronavirus, ma al tempo stesso – un po’ lugubramente – chiedesse che venissero ampliati gli spazi nei cimiteri. In un paese dedito da molto tempo alla cremazione.
Ricordo però che qualcuno temeva la diffusione del virus nelle carceri, dato l’affollamento e le scarse condizioni igieniche.

Mi fermo qui e rimetto oggi 14 marzo nel mio diario quanto ho scritto l’11 marzo, con qualche correzione e aggiornamento.

Il Foglio o il Conformista?

Caro Direttore Claudio Cerasa,

oggi 28 febbraio continuate la vostra polemica contro ‘il populismo sanitario’ per l’ultimo assalto a Salvini. Ieri avete pubblicato almeno 7 articoli per sostenere che la destra e la lega hanno creato un allarmismo ingiustificato che produce e produrrà danni incalcolabili alla nostra immagine europea o addirittura mondiale. Secondo questi articoli, il mondo degli esperti è unanime nel credere che il  covid-19 è un nuovo virus influenzale come tanti altri, certamente meno letale, per altro indebolito nel suo lungo viaggio dalla Cina, che i 7 morti (oggi 14) contagiati erano già agonizzanti, che per tutti gli altri si tratta di avere un raffreddore in più, insomma una passeggiata, che allo Spallanzani di Roma lo hanno già individuato, che si stanno già sperimentando vaccini sugli animali, che è questione di giorni o al massimo di mesi per avere il vaccino. Staremo a vedere, il vaccino della SARS , un virus all’80% molto simile,(2003) non è stato ancora inventato, ma forse non ne valeva la pena. Insomma aveva ragione il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Avete persino scritto ieri ‘per fortuna ci sono i Cinque stelle contro il governatore Fontana’. Sono rimasto meravigliato, direttore Cerasa,  non la sapevo così colluso col movimento caro a Travaglio, ma il mondo è bello perché è vario. Io la accuso formalmente di concorso esterno in associazione digitale, un tantino segreta. Lei ha condiviso anche l’idea del governo in carica, che ‘in Italia ci sono troppi contagiati perché si fanno troppi tamponi’ al contrario di quel che si fa in Francia e Germania. Una tesi tanto stupida quanto priva di logica.

China Weekly cdc , una fonte governativa cinese che pubblica dati ufficiali sulle condizioni di salute in Cina, in inglese per gli occidentali ottusi e presuntuosi, afferma che l’epidemia da Coronavirus nell’ 81% dei casi si può assimilare a una comune forma influenzale, nel 14% presenta sintomi anche severi, senza rischio tuttavia per la vita. Nel 5% dei casi ha richiesto il ricovero in terapia intensiva, con un decesso nel 49% dei casi.  Lo studio anche afferma che la malattia ha avuto origine e si è diffusa soprattutto negli ospedali.

Ora non mi pare che prima dell’insorgere dei focolai di Codogno e , tra le raccomandazioni del Ministro della  della salute Speranza e dei nostri centri epidemiologici, fosse stata diramata la direttiva a tutti gli ospedali e in particolare a tutti i pronto-soccorso volta a impedire l’afflusso di pazienti, come invece si sta raccomandando ora (aggiunta del 3 marzo). Una direttiva per altro difficile da rispettare, esattamente come è difficile impedire che negli ospedali si sviluppino batteri resistenti agli antibiotici.

Appare poi demenziale che le procure abbiano pensato bene di aprire un fascicolo sia per l’ospedale di Codogno, sia di Vò, se non sapessimo che demenziale è l’art. 112 della Costituzione-più- bella-del-mondo, che sancisce l’obbligarietà dell’azione penale. Tuttavia siccome sappiamo che si traduce in discrezionalità della medesima, non è detto che la demenza spetti al solo art. 112.

Tutte queste belle notizie non giustificano perciò il tenore ilare e l’entusiasmo liberatorio dei 7 articoli suddetti, perché semmai l’alta diffusione del virus tra persone sostanzialmente in ottima salute rende ancora più facile la diffusione del virus e la sua capacità di mettere assolutamente in crisi le strutture ospedaliere. Tant’è che chi confidava già nella riapertura delle scuole il 3 marzo nell’Emilia Romagna dove dimoro è rimasto deluso.

4 marzo 2020
Caro direttore Claudio Cerasa,  volevo inviarle qualcosa sul decreto legislativo circa le intercettazioni, ma preferisco soffermarmi sul suo odio sistemico per Salvini controbilanciato dalla sua recente cotta per Macron.

Su Salvini, premesso che detesto certe sue battutacce,  e tante altre cose, che non lo voto, sento schifo per chi speculando sulla resistenza, che era una cosa seria, lo considera un fascista, trovo tragicomico che lo si accusi di sequestro di persona. Lei si rallegra perché la Lepen non vuole adesso gli Italiani in Francia. Che altro dovrebbe fare? Giustamente anche gli Italiani del Sud non vogliono adesso gli Italiani del Nord.  Salvini non è un mostro. E’ solo un politico che ha riportato la Lega ai valori di un tempo. La fuga da Forza Italia in disfacimento giustifica l’altra metà del suo successo. E’ quello che preoccupa lei e tutta la sinistra, che la destra abbia almeno un leader decente. Tutto qui.

Lei racconta balle, quando dice che Salvini avversa la legge Bonafede che ha votato. Non è così. Salvini ha chiesto che entrasse in vigore l’anno dopo, esattamente come adesso Renzi, in attesa di una riforma del processo penale che non c’è. Sa che c’è?  C’è che Bonafede insieme a Conti Giuseppe col benestare della sinistra, porta a casa abolizione della prescrizione (vedi Logo Contebis)estensione dell’uso dei trojan a tutta la cittadinanza a discrezione dei pubblici ministeri, e persino quella idea imbecille della riduzione del numero dei parlamentari, in modo che l’Italia sia l’ultima in classifica su 27 paesi europei. L’idea di proporre il referendum per il 29 marzo, in piena emergenza da corona Virus, è degna di questa coalizione di  governo. Con il Presidente della Repubblica che si limita a fare sermoni alla nuove reclute del sistema giudiziario, ma accoglie queste belle leggi senza batter ciglio.

Arriviamo a Macron, lei dice che apre le frontiere, che riforma la scuola francese, che stringe patti di amicizia con l’Italia. Io per ora ho  visto che i Francesi hanno brigato più di qualsiasi altro paese per ridurre la Libia  a una guerra tribale, dando origine all’esodo più massiccio e pericoloso dall’Africa; mentre la Spagna da un lato e la Turchia dall’altro hanno preso accordi tranquilli, affinché I profughi africani non attraversino poche miglia del Mediterraneo.

Ma non divaghiamo: ho visto guerriglie varie nelle strade della Francia per  molti mesi e forse una pausa per sfinimento come ai tempi della guerra di Algeria, ho visto le frontiere ben chiuse in Liguria e Piemonte, ho visto  respinto da Macron un accordo già raggiunto sulla cantieristica navale, ho visto che l’accordo FCA-Peugeot regala  alla Peugeot l’amministratore delegato e metà consiglio di amministrazione, pur essendo per numero di aziende e per fatturato la metà di FCA, ho visto rifiutare i Treni-Italia sulle linee dell’alta velocità francese.  Io sarò ignorante, ma che non bisogna fare alleanze con i paesi confinanti non l’ha detto per primo Machiavelli, l’aveva detto 17 secoli prima Aristotele, ormai suddito del re di Macedonia e precettore di suo figlio Alessandro Magno.

A lei piace Macron, che è solo un finanziere, persino  quando si appella a una legge che mette fuori gioco il parlamento francese, perché lui possa decidere sulle pensioni. Insomma in odio al populismo e al sovranismo, vedendo traballare Angela Merkel, lei lo nomina cavaliere della globalizzazione e neppure si accorge che un fungo digitale come i Cinque Stelle è assai peggio di populisiti e sovranisti.

Le consiglio perciò un confronto tra i dieci minuti con cui Riccardo Molinari capogruppo alla Camera della Lega ha criticato il nuovo decreto sulle intercettazioni (molto meglio del Foglio) e l’accorato intervento a favore della calabrese on. Elisa Scandullà, esponente dei Cinque Stelle nella commissione giustizia, tanto devota a una persona  a suo dire del calibro (che termine azzeccato!) del procuratore Gratteri (che però non va ‘scomodato’ invano) come Conte Giuseppe è devoto a Padre Pio. Se li legge, forse capirà la distanza civile, politica e culturale tra Lega e Cinque Stelle.

Poscritto Per la cronaca Riccardo Molinari è stato processato a Torino nel 2016 insieme ad altri leghisti come Roberto Cota e a un esponente dei Fratelli d’Italia. Assolto in primo grado, diventato capogruppo dei leghisti nella nuova legislatura insediata nel marzo 2018, i pubblici ministeri hanno pensato bene di sottoporlo nuovamente a processo il 24 luglio 2018, condannandolo a un anno e 7 mesi di carcere per peculato.

Il simpatico Davigo avrebbe chiesto ben altra pena, visto che il suo disprezzo per i corrotti è inversamente proporzionale all’entità del tornaconto. In questo caso, ben 1200 euro. Assolto in cassazione perché ‘il fatto non costituisce reato? Quando? A novembre 2019, quando la Lega è già all’opposizione. Oddio, che nessuno pensi che la giustizia faccia il suo corso ad orologeria! Sul criterio di questi processi.