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La genialità, la creatività italica è stata troppe volte celebrata da più parti alla televisione.

Mi piacerebbe perciò creare una categoria per segnalare quegli esempi di genialità e creatività italica sorti di recente con la giustificazione del coronavirus, con il nome qui sopra esposto. Spero che altri vogliano segnalare altri esempi del genere.

Esempio esemplare per inaugurare la categoria è il recente divieto diramato dall’ENAC di usare le cappelliere per il bagaglio a mano sugli aerei che volano in Italia. Va detto subito che tale divieto è unico in tutta Europa, che viene ovviamente motivato dal desiderio di limitare il contagio sugli aerei.

Evidentemente i geniali esperti dell’ENAC hanno stimato che se il passeggero prima di prendere posto mette il suo bagaglio a mano nella cappelliera soprastante impiega due minuti 2 in più per sedersi e altrettanti all’uscita, un rischio inaccettabile di contagio.

D’altra parte, poiché si suppone che il medesimo bagaglio o il suo equivalente dovrà essere stivato sugli aerei, aumenteranno i tempi di permanenza sui vettori o nei ristretti spazi di accesso ai Gates dei passeggeri, ma soprattutto aumenterà l’affollamento intorno ai tapis roulant su cui si ammassano solitamente i bagagli negli aeroporti, con tutti i tempi di attesa necessari per veder giungere i bagagli, i valigioni che sommergono i fragili bagagli a mano, i disguidi consueti. Sicché la moltiplicazione delle file e dei tempi di attesa prodotti dal divieto non ha minimamente fatto vacillare la genialità tutta italica dell’ENAC. Saranno problemi degli aeroporti, non di chi consente agli aerei di volare. Che poi la decisione moltiplichi enormemente il rischio di contagio, per affollamento, sua durata, non fa problema. La genialità e la creatività italica è sempre stata e sempre sarà irresponsabile.

C’è da aggiungere che la genialità e creatività italica ha anche una ulteriore caratteristica che la rende abbastanza difforme dalla creatività e genialità di altri paesi. C’è sempre sapore e odore di imbroglio: di fatto il divieto limita il lavoro degli assistenti di volo, forse anche il personale, e moltiplica il lavoro, e forse il numero, degli addetti ai bagagli negli aeroporti.

Ultimo particolare: non credo che le linee aeree estere accetteranno questa limitazione; probabilmente l’ENAC non ha neppure avanzato la richiesta. Forse questo spiega perché solo Rayanair ha giudicato folle il divieto.