Referendum: un’appendice

In merito all’imminente referendum confermativo i membri della corte costituzionale, – quali e quanti non ci è concesso sapere, ma sicuramente la maggioranza – hanno dimostrato una volta di più che considerano Gesù una brava persona, ma hanno ben altra stima per Ponzio Pilato. D’altra parte, il direttore del Fatto quotidiano, Travaglio, persona diversamente intelligente che predilige argomenti diversamente logici, ha accusato i giornalisti di Repubblica di essere dei voltagabbana, schierandosi per il no al referendum. In realtà l’ex direttore Ezio Mauro esprimeva in un articolo molti dubbi e perplessità sulla riduzione del numero dei parlamentari. La considerava tuttavia giustificata per una duplice situazione: l’unione europea da un lato e le regioni dall’altro hanno acquisito un ruolo molto più ampio nella produzione di leggi rispetto al parlamento nazionale.

Tuttavia, è proprio su questa premessa che mi sembra il caso di dissentire. In regioni con consigli regionali di 40-60 consiglieri in pratica è il governatore che fa le leggi. Altrettanto ristretto è l’organo che governa l’Europa e fa le leggi. Si aggiunga che nel parlamento italiano le leggi che giungono a discussione sono tutte direttamente proposte dal governo, cioè dall’esecutivo. Infine, si consideri, come si è detto, l’abuso di potere che sulla base dell’emergenza sanitaria ci ha riempiti di decreti del presidente del consiglio, di decreti legge approvati con voto di fiducia. In sostanza il parlamento, e in particolare la camera dei deputati, non solo ha perso la funzione legislatrice, ma anche il potere di controllo e di rettifica e persino di contrasto di leggi più o meno ispirate da involuzione autoritaria.  

E’ così difficile capire che chi governa tende a produrre leggi e regole che tendono a conservare il proprio potere, a favorire gli interessi dei partiti o dei singoli che lo compongono?

Sono tutte premesse che semmai suggerirebbero l’aumento dei deputati. In una repubblica con 400 deputati, di cui duecento dieci/duecento cinquanta riservati alla maggioranza (di cui 50 ministri o sottosegretari) restano 150 eroici deputati a contrastare la deriva autoritaria attuale e potenziale. La riduzione di un terzo delle due camere è proprio ispirato a questo disegno malvagio. Guardate la Polonia (38 milioni di abitanti) che ha subito mezzo secolo di regime comunista: adesso ha 460 deputati e 100 senatori, una proporzione simile alla Germania.

Da notare che l’unico referendum confermativo che ha avuto successo è quello sul titolo v, sulla devoluzione di molti poteri e ambiti legislativi dallo stato centrale alle regioni. Approvato con una partecipazione al voto di un terzo soltanto degli italiani. Se la costituzione propone il referendum popolare, quando non si raggiunge la maggioranza dei due terzi in entrambe le camere, l’aver permesso la mancanza di un quorum per il referendum confermativo dimostra solo che anche i padri fondatori sono stati un po’ ingenui, forse sull’onda di fiducia che il popolo sarebbe corso alle urne come nel 1946. Anzi un bel po’.

Qualche storico decente sostiene che fascismo e nazismo sono fenomeni marginali nella vita democratica odierna dell’Europa. Questo non ci salva assolutamente da peggiori involuzioni autoritarie prodotte dalla globalizzazione e dalla rete informatica. La prima costituisce enormi potentati economici capaci di contrastare qualsiasi stato nazionale. Quanto alla seconda, finché i criteri di diffusione e selezione dell’informazione sono quelli adottati da Google, Facebook, Instagram, Twitter, e persino dalla meritocrazia accademica delle Università americane, il futuro democratico di quei paesi che non conoscono ancora la dittatura comunista è assolutamente incerto. Istituzioni autenticamente democratiche non possono trovare consenso con i metodi con cui si raccomanda e si promuove, che so, la cucina vegana. o con cui le star della canzone si conquistano il successo.

Nessuno ci ha spiegato perché solo 400 deputati, perché uno su 150 mila abitanti! Senza riscontro in alcuna nazione europea. Imbonitori come il direttore del Foglio Claudio Cerasa, fin da bambino targato PD, ripete esattamente l’imbroglio di Conte e dice che sarà l’occasione per snellire i lavori del parlamento. Fa finta di ignorare che non sono mai stati tanto snelliti come oggi. Non c’è schifezza di decreto legge che non venga approvato con la fiducia, l’ultimo ieri…. Del resto anche la Confindustria non vede l’ora di snellire le aziende per produrre meglio e di più.

Bologna: culla della democrazia e del buon governo: Lunedì 7 settembre, la stagione culturale verrà inaugurata nella sala più importante della città, l’Archiginnasio, con la presentazione del libro dell’assessore alla sanità e la partecipazione di Bonacini. Una bella testimonianza di quanto sia libera, aperta, di spessore europeo la democrazia bolognese, perché di coronavirus si è parlato e si parlerà per mesi e anni ancora, mentre uno straccio di dibattito vero sul referendum che avverrà tra 15 giorni…. Per carità vogliamo forse che la gente vada a votare? Città metropolitana, o provinciale?