Paradossi 2

Quasi d’istinto, sono stato indotto attraverso queste sei riflessioni sui paradossi, all’invenzione più paradossale che l’America (gli USA) abbia escogitato: il linguaggio politically correct.

L’espressione correttezza politica (in inglese political correctness) è un termine che designa una linea di opinione, un orientamento ideologico e un atteggiamento sociale con lo scopo inteso soprattutto nel rifuggire l’offesa o lo svantaggio verso determinate categorie di persone all’interno di una società.

Malgrado l’uso di termini ‘opinabili’ come ‘linea di opinione’, possiamo assumere questa prima definizione tratta da Wikipedia come equanime,  in quanto non stabilisce alcuna differenza quantitativa tra le categorie di persone che potrebbero essere offese o ferite da una determinato uso del linguaggio. Del linguaggio Politically correct, e di come sia diventato fondamentale nel costume sociale e politico americano a partire dei secondi anni 90, mi occuperò nel prossimo articolo.

Qui mi interessa il rapporto tra questa invenzione e la democrazia. Riprendendo quanto già detto in Punti Fermi 5, appare ovvio e storicamente documentato che senza alternanza tra almeno due partiti non ci può essere Democrazia. Destra e Sinistra, dunque, una terminologia nata dalla Rivoluzione francese, dovrebbero avere pari dignità e valore di fronte all’elettorato di una Nazione, a meno di non deviare verso comportamenti autoritari.

Critiche al Politically Correct sono state avanzate da molti, tra gli altri da Luca Ricolfi, in un articolo pubblicato il 21 ottobre 2021 sulla Repubblica, sollevando un certo malcontento tra i suoi lettori, e Federico Rampini nel volume Suicidio occidentale.

Sempre per motivi di equanimità,  preferisco, come ho mostrato in molti articoli e, tra gli ultimi, in Punti fermi 5, parlare di tendenze, movimenti, associazioni politiche autoritarie non basta, occorre aggiungere all’autoritarismo il disprezzo, e pertanto parlo di fascismo di destra e fascismo di sinistra.

Se passiamo da una riflessione ideologica o politica, a una riflessione storica sul passato, ovvia e necessaria dopo un certo numero di anni, possiamo dire che il fascismo di destra in Italia, dal 1945 al 2005, non ha mai superato il 10% dell’elettorato.

Che cosa possiamo dire invece del fascismo di sinistra? In questo caso ci sono due ostacoli da superare. Il primo è che chi è Comunista ha un alibi di ferro rispetto a qualsiasi possibilità di essere fascista, il secondo è che chi è di sinistra pensa di avere una superiorità intellettuale, culturale, sociale rispetto a chi è di destra.

In realtà fin dal Manifesto di Karl Marx è evidente la tendenza autoritaria, e pertanto fascista di sinistra, del Comunismo. Il Comunista, infatti, è colui che pensa di essere l’unico difensore del proletariato, negando qualsiasi ruolo positivo a tutti gli altri possibili difensori che chiama con disprezzo utopisti, l’unico deputato dalla storia a progettare e organizzare la Rivoluzione.

Anche in questo caso la storia ha dimostrato che il Comunismo ha trionfato in Russia e in Cina, nei paesi tra i meno democratici e liberali del mondo. Per brevità: Comunista democratico è un ossimoro, come un colore bianco-nero o nero-bianco.

Difficilmente una persona ricca, benestante e agiata rinuncerebbe a considerarsi di sinistra; se non è ricco, si considera un intellettuale che ha frequentato scuole migliori, ha una laurea, compra e legge libri, ha le sue amicizie fra persone di prestigio, ed è attento anche alle amicizie dei suoi amici. Non perde un film assai apprezzato della critica, anche se lo trova un po’ noioso, e possibilmente è abbonato al teatro lirico della sua città. Per brevità: una persona di sinistra è una collezione di privilegi, candidato ideale a essere un fascista di sinistra.

Ho già osservato che se fosse stato approvato il Disegno di legge Zan, solerti Procuratori della Repubblica avrebbero potuto accusare Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia di essere un’associazione discriminatoria per il suo comizio in Andalusia e chiudere così la campagna elettorale.

Già, basta avere una opinione diversa da Alessandro Zan, distinguere maschi e femmine in base ai loro attributi biologici primari e secondari, che si può essere tacciati di esprimere pregiudizi, luoghi comuni, stereotipi di genere.

Questi sono dei fanatici e non se ne rendono conto. Hanno dalla loro parte gli Studi scientifici di genere. Gli studi scientifici di genere furoreggiano nelle Università Americane. Le Università Americane basano il loro prestigio su una meritocrazia fondata sul danaro, come tutto ciò che arriva dall’America, tanto dai Repubblicani, quanto dai Democratici

E’ notizia recente che Alessandro Zan ha cancellato il primo e il quarto comma del suo Disegno di legge, che accreditavano la non-esistente teoria Zan come verità indiscutibile, e che, dunque, ora si è liberi di pensare che uomini e donne si distinguono in base al sesso biologico.

Tuttavia, a dimostrazione che Alessandro Zan non è una persona migliore di Lorenzo Fontana, Zan non rinuncia a quanto onestà intellettuale e logica vorrebbero, e cioè anche ai commi che ne dipendono, in particolare alle modifiche del comma 404 bis e ter del Codice penale

Vale la pena di ricordare che prima del Marzo 2018, l’articolo 604 bis era costituito da un unico comma. Dobbiamo probabilmente al Ministro della Giustizia, il Reggiano Andrea Orlando, la moltiplicazione in tre commi, per distinguere chi  propaganda,  chi commette atti di discriminazione, chi organizza associazioni o movimenti per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi e quindi in tre distinti reati con pene che vanno da uno e sei mesi a uno e sei anni. Tralascio dettagli e svarioni, indizi di una legge inventata e approvata all’ultimo momento.

 Ma del sistema indecente di rattoppare i Codici e di pubblicarli sulla Gazzetta Ufficiale in Italia ha già detto tutto il male possibile e irreversibile, convinto come sono che non è interesse né dei magistrati né degli avvocati avere un’Italia un po’ meno illiberale.

Spero mi si perdoni questa debolezza, un pensiero aggiunto ai ‘motti miei’: l’efficienza è sorella dell’onestà, un sistema giudiziario più efficiente sarebbe certamente più onesto.

Dunque, cancellati i commi 1 e 4 del ddl Zan, diventano prive di senso le sue otto aggiunte ai successivi articoli, della formula ‘oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità

E certamente Alessandro Zan non sarebbe disposto a rinunciare ai restanti articoli 7-10 che inventano 4 nuovi reati  (omofobia, lesbosfobia, Bifobia, Transfobia) e, soprattutto, allo scopo principale del ddl Zan: quello di accreditare il movimento, o comunità LGBT. come indispensabile, e forse unica, deputata a occuparsi delle problematiche relative all’Identità di genere e all’orientamento sessuale.

Questa lunga premessa per la tenacia, sia durante il governo Draghi, sia ora come principale rappresentante dell’opposizione al Governo Meloni, con cui Enrico Letta vuole fare approvare il Ddl Zan, confondendo per ignoranza o per malafede, gli indiscutibili diritti civili degli omosessuali con gli interessi e le mire della comunità LGBT.

Digressione: mercoledì 3 novembre, mentre ceno in ritardo, faccio un po’ di zapping e mi arresto su Controcorrente condotto da Veronica Gentili. Dà la parola ad Antonio Capranica, pensando che sappia tutto sull’Inghilterra, mentre sa tutto sulla Regina, ma nulla che possa permettere un confronto con l’Italia sul controllo dell’ordine pubblico o della salute pubblica, ragion per cui se la prende con il numero chiuso in Medicina.

Perché troppo ricco o troppo ben pagato, non conosce lo stato deplorevole, da noi come in Inghilterra del ruolo del Medico di base, non lo conosce come me che sono stato in Inghilterra o a Edimburgo per mezzo secolo con una media di un mese all’anno.

Nel sistema sanitario, soprattutto, sempre per essere brevi: gli inglesi sono troppo classisti per essere razzisti. Per sapere poi quanto vale un medico in Italia, guardiamo in che anno si è laureato. Prima del numero chiuso e di corsi seri di specializzazione, meglio molta cautela.

Ma la digressione questa volta è come il cacio sui maccheroni, perché per un’ora si è parlato della polizia al Rave party di Modena ieri, come del ritorno del fascismo in Italia, mentre è da cinque anni che si cerca di approvare una legge indecente come il Ddl Zan, che, stando alle dichiarazioni di Enrico Letta rappresenta il Futuro.

Questo confronto dimostra la necessità di parlare dei fatti per quello che sono, e per adottare il mio politically correct. Non solo c’è fascismo di destra e fascismo di sinistra, ma il fascismo di sinistra è maggioritario nel nostro paese, fino al punto che Enrico Letta,  prima come premier e ora come premier del primo partito d’opposizione, è l’esemplare, il modello perfettamente realizzato del fascista di sinistra.

Giorgia Meloni ispira anche buon umore. Ha detto che vuol fare l’interesse dell’Italia e che non vuol fare la cheerleader di nessuno. Io mi sono subito immaginato Enrico Letta come cheerleader di Macron e Romano Prodi come cheerleader della Merkel.

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