Leggi, Regole e Ricatti

Giorni fa nella rubrica quante storie di Rai3 a ora di pranzo è stato presentato un libro di Gherardo Colombo, Sulle regole. Gherardo Colombo, uno dei magnifici Tre nella stagione di mani pulite, è per Davigo una sorta di traditore e per Travaglio un convertito, visto che la sua principale occupazione è fare conferenze nelle scuole sulla costituzione e sul rispetto delle leggi.

Non ho seguito la trasmissione, ma ne ho colto alcuni spezzoni. Colombo ha detto tra l’altro: il Presidente della Repubblica è obbligato a firmare le leggi. Non è esatto, l’art. 74 della costituzione, salvo che l’abbiano cambiano nel frattempo, permette al Presidente di rinviare una legge alle camere con debita motivazione, anche se lo obbliga a firmare nel caso che la camera gliela ripresenti. Ed è giusto che sia così in una repubblica parlamentare. Pensiamo però, per esempio, se avesse rinviato alle camere il decreto semplificazioni che lo aveva tanto irritato. La camera avrebbe potuto rinviargli la legge, ma fuori tempo massimo. Il decreto sarebbe decaduto!

Ed è qui che possiamo cominciare a parlare di leggi, regole e ricatti. Perché il decreto-legge deve essere convertito in legge entro 60 giorni, ma nessuno obbliga Governo e Parlamento a inviarlo il 59° o 60° giorno, a meno che non intenda obbligare il Presidente della Repubblica a firmare immediatamente. Ecco il primo ricatto, un ricatto non da poco, visto che coinvolge Governo, Parlamento e Presidente della Repubblica.

Il nostro Presidente della Repubblica ama citare ad esempio comportamenti eroici e generosi, ultimamente quello di quattro bimbi che hanno soccorso un bambino sul punto di annegare. Molto bene, ma sarebbe bello trovare qualche comportamento eroico nelle alte sfere. Sarebbe stato eroico rinviare alle camere il deplorevole decreto semplificazioni.

Sarebbe stato eroico esprimere il proprio parere sulla riduzione del numero dei parlamentari; sarebbe eroico opporsi al ricorso alla fiducia ogni volta che il Governo vuole fare approvare una sua legge. Ecco che abbiamo incontrato un’altra specie di ricatto da parte del Governo.

C’è poi il Decreto Mille proroghe che si presenta l’ultimo giorno dell’anno, perché annienta il potere della opposizione. E siamo a tre specie di ricatti, tutte perpetrati dal potere esecutivo.

Scusandosi del ruolo assunto di avvocato del diavolo, il conduttore di Quante storie, a Colombo che raccomandava il pagamento delle tasse, ricordava che molte volte l’Agenzia delle Entrate è in difetto verso il contribuente. ‘Ma sa, commentava il dott. Colombo, c’è tanta evasione fiscale in giro’! Eh no, dott. Colombo, questo non giustifica assolutamente le angherie dell’Agenzia delle entrate verso i contribuenti onesti, lei sta raccomandando un ricatto, e non mi meraviglio affatto, visto che i magistrati ricorrono a certe armi di persuasione.

Ma non ci sono solo grossi ricatti commessi dai grandi e potenti. La polizia municipale, stradale, o statale, attende l’ultimo giorno utile (su 90 e più) per inviare gli avvisi di contravvenzione, di modo che o si paga subito usufruendo dello sconto o si deve l’importo intero della contravvenzione. Nuovo ricatto.

Naturalmente si può fare ricorso al prefetto. Ma se si perde si paga doppio. Perché mai, di grazia? se si ricorre è perché c’è un legittimo dubbio! No – obietterebbero i mal pensanti – così tutti farebbero ricorso (notare che i malpensanti sono tutti inclini alla frode).

Ma quale vantaggio sarebbe attendere di pagare qualche mese, in un paese in cui le banche non offrono una lira di interesse per i depositi dei clienti? E comunque perché proprio il doppio? Ogni ricorso in Italia è una puntata alla roulette: una probabilità di vincere contro due del banco. In qualsiasi paese sarebbe illegale: ecco un nuovo ricatto.

Ma c’è di più: L’attesa di tre mesi per contestare una contravvenzione, può obbligarvi a pagare anche 90 multe, quando una regola può trasformare in reato un diritto. Ed è notizia di oggi che i cervelloni del Cnen propongono di usare la posta certificata per consegnare le contravvenzioni. Al solito, meglio metter fretta ai cittadini, che alle autorità che li ricattano!

Un preludio, questo articolo, ad altre e più raffinate specie di ricatto.