La centralità del Parlamento

Ieri, 20 agosto 2019, agli italiani è stata solennemente ricordata la centralità del Parlamento  — agli italiani connessi con la RAI , con LA Sette, o connessi (sempre meno) ai grandi quotidiani nazionali: la politica non si fa nelle piazze o peggio sulle spiagge, come appare (stesse le fonti) nei flash con al centro il testone di Salvini. E certamente è vero che l’annuncio da parte del leader della lega era apparso fuori tempo massimo dopo la chiusura agostana del Parlamento. In una campagna ben orchestrata, giornalisti cartacei e televisivi , con l’aiuto dei soliti opinionisti (meglio se costituzionalisti) ci hanno proposto e riproposto il fondamento della nostra convivenza politica: la centralità del Parlamento, culminata non solo nello speciale di Mentana (che, privo di ogni senso del ridicolo, ha chiuso il medesimo con un flash sul macchinone del presidente del consiglio che varca di notte il portone del Quirinale per deporre le proprie dimissioni ai piedi o tra le braccia del Presidente della repubblica, quasi fosse Armstrong che mette piede sulla luna!), ma in un inedita e lunghissima diretta di Rai 2, ci ha regalato per intero discorso e replica del Presidente Conte e interventi di tutti i rappresentati dei partiti.

Ora vien da ridere davvero su questa scoperta: da parte della sinistra che sulle piazze e sulle adunanze possibilmente oceaniche c’è stata sempre, quando ha vinto e quando ha perso le elezioni, quando ha voluto inaugurare o far cadere i governi; da parte dei pentastellati che di solito hanno lasciato il Parlamento in sospeso in attesa della consultazione informatica della base. Sicché questa repubblica virtuale dei trentamila che tanto pesantemente condizionano la vita di sessanta milioni di italiani, scoprono oggi la centralità del Parlamento!

 Vediamola questa giornata e questa diretta televisiva. Cominciamo a notare come l’ imparziale Conte ha trattato Salvini. Come lo ha trattato? ‘noi siamo sempre stati leali e rispettosi con te e tu vieni a chiedere la sfiducia’, facendo finta di non sapere (‘apprendo dalle agenzie…’) che non è in gioco la sfiducia, ma solo una regolazione dei conti con il suo avversario. Se ci fosse bisogno di una prova di quanto fosse equanime Conte, basta confrontare il suo intervento con quello fotocopia del capogruppo dei Cinque stelle.  E come siamo stati lusingati da questa diretta: pare che tutti gli intervenuti non fossero esponenti di questo o quel partito o frazione di partito;no, tutti hanno parlato in nome dell’ interesse del paese, mancava che citassero il bene comune di San Tommaso e dei sinodi vescovili.

Invece Salvini, ci ha spiegato indignato Conte, ha rotto il contratto di Governo anteponendo all’interesse nazionale l’interesse personale o del suo partito. Come fosse un malfattore che ha rubato dall’erario della nazione! Come se i cinque stelle, con Di Maio in testa, non avessero scandito ogni giorno dei loro 14 mesi di governo, ogni atto, progetto o dichiarazione di intenti come aspetto della propaganda politica quotidiana, in una maniera ossessiva che ci ha fatto rimpiangere l’annuncite di Renzi. Come se potessimo dimenticare che, proprio alla vigilia di questa giornata, persino la giornata della memoria del ponte di Genova è stata condotta (come gli interi lavori connessi) secondo la sapiente regia dei pentastellati! In questa nostra triste Repubblica che non riesce a fondarsi se non su gli uni o gli altri morti.

Ma questo Presidente del consiglio, così preoccupato per i fondamenti della nostra costituzione e della nostra vita politica, scandita dalle somme regole delle istituzioni, così avvinghiato alla somma idea della centralità del Parlamento, che cosa fa in definitiva? Dà le dimissioni, senza che il Parlamento, tanto centrale, si sia pronunciato e abbia votato per fiduciare o sfiduciare il suo governo. E con molta eleganza riduce la questione a una questione personale: tu Salvini non hai le palle per chiedere il voto di fiducia, ma io ho le palle per dimettermi da capo del governo, facendo l’ultimo regalo a Grillo, Di Maio e ai cinque stelle tutti.

Dimenticavo di ricordare che i Cinque stelle vogliono chiudere Radio Radicale che da venti o trent’anni trasmette in diretta i dibattiti parlamentari.

Postscritto:

Tanto per precisare la differenza di quanto è mediatico e quanto è parlamentare.

L’occasione è stata data dalla giornata in cui Toninelli ha presentato in parlamento una mozione per annullare la costruzione della Tav, dopo che il Presidente del consiglio aveva accettato la prosecuzione dei lavori. Dunque una mozione del ministro dei trasporti contro una decisione del proprio governo, votata da tutti i Cinque stelle, ma bocciata, mentre venivano accolta dal Parlamento le  mozioni contrarie dell’opposizione. A questo punto e solo a questo punto, Salvini ha dichiarato che non esisteva più una maggioranza di governo. Per dire che se i Cinque stelle facevano propria una posizione antigovernativa, solo per pararsi il sedere di fronte all’aristocrazia informatica della piattaforma Rousseau, evidentemente veniva a mancare l’appoggio al governo in carica.

Ma con la promessa di una mozione di sfiducia, è stato proprio Salvini a richiedere che la questione venisse discussa in Parlamento e a chiedere ai parlamentari di tornare dalle vacanze. E’ dunque Salvini Il vero assertore della centralità del parlamento, se ne ha richiesto la convocazione sfidando un migliaio di vacanzieri furibondi.

La vicenda è stata quindi vissuta e raccontata al contrario proprio dalla maggioranza dei vacanzieri che non l’hanno perdonata a Salvini! Non essendoci da votare una fiducia o sfiducia al governo, Il Signor Conte, avvocato con le palle, avrebbe dovuto spiegare perché un ministro del suo governo avesse presentato una mozione antigovernativa, per di più fatta proprio dal partito di maggioranza del suo governo. Avrebbe dovuto deplorare l’iniziativa e cercare di rassicurare Salvini sulla tenuta del governo. Semmai lui stesso avrebbe dovuto chiedere una controprova proponendo un voto di fiducia. Ma aveva troppe palle per un simile atto di coraggio.

Il problema peggiore è che tutto questa farsa è stata proposta in diretta agli italiani e sostenuta da tutta, propria tutta, la stampa italiana.

Quello che non capisco è perché Salvini non abbia fatto cenno a tutto ciò. Ma Salvini si sa non ha questa abilità dialettica. Del resto per scacciare un simile, non dico velo, ma piumone invernale di ipocrisia ci sarebbe voluto il talento di Shakespeare.