Il Foglio o il Conformista?

Caro Direttore Claudio Cerasa,

oggi 28 febbraio continuate la vostra polemica contro ‘il populismo sanitario’ per l’ultimo assalto a Salvini. Ieri avete pubblicato almeno 7 articoli per sostenere che la destra e la lega hanno creato un allarmismo ingiustificato che produce e produrrà danni incalcolabili alla nostra immagine europea o addirittura mondiale. Secondo questi articoli, il mondo degli esperti è unanime nel credere che il  covid-19 è un nuovo virus influenzale come tanti altri, certamente meno letale, per altro indebolito nel suo lungo viaggio dalla Cina, che i 7 morti (oggi 14) contagiati erano già agonizzanti, che per tutti gli altri si tratta di avere un raffreddore in più, insomma una passeggiata, che allo Spallanzani di Roma lo hanno già individuato, che si stanno già sperimentando vaccini sugli animali, che è questione di giorni o al massimo di mesi per avere il vaccino. Staremo a vedere, il vaccino della SARS , un virus all’80% molto simile,(2003) non è stato ancora inventato, ma forse non ne valeva la pena. Insomma aveva ragione il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Avete persino scritto ieri ‘per fortuna ci sono i Cinque stelle contro il governatore Fontana’. Sono rimasto meravigliato, direttore Cerasa,  non la sapevo così colluso col movimento caro a Travaglio, ma il mondo è bello perché è vario. Io la accuso formalmente di concorso esterno in associazione digitale, un tantino segreta. Lei ha condiviso anche l’idea del governo in carica, che ‘in Italia ci sono troppi contagiati perché si fanno troppi tamponi’ al contrario di quel che si fa in Francia e Germania. Una tesi tanto stupida quanto priva di logica.

China Weekly cdc , una fonte governativa cinese che pubblica dati ufficiali sulle condizioni di salute in Cina, in inglese per gli occidentali ottusi e presuntuosi, afferma che l’epidemia da Coronavirus nell’ 81% dei casi si può assimilare a una comune forma influenzale, nel 14% presenta sintomi anche severi, senza rischio tuttavia per la vita. Nel 5% dei casi ha richiesto il ricovero in terapia intensiva, con un decesso nel 49% dei casi.  Lo studio anche afferma che la malattia ha avuto origine e si è diffusa soprattutto negli ospedali.

Ora non mi pare che prima dell’insorgere dei focolai di Codogno e , tra le raccomandazioni del Ministro della  della salute Speranza e dei nostri centri epidemiologici, fosse stata diramata la direttiva a tutti gli ospedali e in particolare a tutti i pronto-soccorso volta a impedire l’afflusso di pazienti, come invece si sta raccomandando ora (aggiunta del 3 marzo). Una direttiva per altro difficile da rispettare, esattamente come è difficile impedire che negli ospedali si sviluppino batteri resistenti agli antibiotici.

Appare poi demenziale che le procure abbiano pensato bene di aprire un fascicolo sia per l’ospedale di Codogno, sia di Vò, se non sapessimo che demenziale è l’art. 112 della Costituzione-più- bella-del-mondo, che sancisce l’obbligarietà dell’azione penale. Tuttavia siccome sappiamo che si traduce in discrezionalità della medesima, non è detto che la demenza spetti al solo art. 112.

Tutte queste belle notizie non giustificano perciò il tenore ilare e l’entusiasmo liberatorio dei 7 articoli suddetti, perché semmai l’alta diffusione del virus tra persone sostanzialmente in ottima salute rende ancora più facile la diffusione del virus e la sua capacità di mettere assolutamente in crisi le strutture ospedaliere. Tant’è che chi confidava già nella riapertura delle scuole il 3 marzo nell’Emilia Romagna dove dimoro è rimasto deluso.

4 marzo 2020
Caro direttore Claudio Cerasa,  volevo inviarle qualcosa sul decreto legislativo circa le intercettazioni, ma preferisco soffermarmi sul suo odio sistemico per Salvini controbilanciato dalla sua recente cotta per Macron.

Su Salvini, premesso che detesto certe sue battutacce,  e tante altre cose, che non lo voto, sento schifo per chi speculando sulla resistenza, che era una cosa seria, lo considera un fascista, trovo tragicomico che lo si accusi di sequestro di persona. Lei si rallegra perché la Lepen non vuole adesso gli Italiani in Francia. Che altro dovrebbe fare? Giustamente anche gli Italiani del Sud non vogliono adesso gli Italiani del Nord.  Salvini non è un mostro. E’ solo un politico che ha riportato la Lega ai valori di un tempo. La fuga da Forza Italia in disfacimento giustifica l’altra metà del suo successo. E’ quello che preoccupa lei e tutta la sinistra, che la destra abbia almeno un leader decente. Tutto qui.

Lei racconta balle, quando dice che Salvini avversa la legge Bonafede che ha votato. Non è così. Salvini ha chiesto che entrasse in vigore l’anno dopo, esattamente come adesso Renzi, in attesa di una riforma del processo penale che non c’è. Sa che c’è?  C’è che Bonafede insieme a Conti Giuseppe col benestare della sinistra, porta a casa abolizione della prescrizione (vedi Logo Contebis)estensione dell’uso dei trojan a tutta la cittadinanza a discrezione dei pubblici ministeri, e persino quella idea imbecille della riduzione del numero dei parlamentari, in modo che l’Italia sia l’ultima in classifica su 27 paesi europei. L’idea di proporre il referendum per il 29 marzo, in piena emergenza da corona Virus, è degna di questa coalizione di  governo. Con il Presidente della Repubblica che si limita a fare sermoni alla nuove reclute del sistema giudiziario, ma accoglie queste belle leggi senza batter ciglio.

Arriviamo a Macron, lei dice che apre le frontiere, che riforma la scuola francese, che stringe patti di amicizia con l’Italia. Io per ora ho  visto che i Francesi hanno brigato più di qualsiasi altro paese per ridurre la Libia  a una guerra tribale, dando origine all’esodo più massiccio e pericoloso dall’Africa; mentre la Spagna da un lato e la Turchia dall’altro hanno preso accordi tranquilli, affinché I profughi africani non attraversino poche miglia del Mediterraneo.

Ma non divaghiamo: ho visto guerriglie varie nelle strade della Francia per  molti mesi e forse una pausa per sfinimento come ai tempi della guerra di Algeria, ho visto le frontiere ben chiuse in Liguria e Piemonte, ho visto  respinto da Macron un accordo già raggiunto sulla cantieristica navale, ho visto che l’accordo FCA-Peugeot regala  alla Peugeot l’amministratore delegato e metà consiglio di amministrazione, pur essendo per numero di aziende e per fatturato la metà di FCA, ho visto rifiutare i Treni-Italia sulle linee dell’alta velocità francese.  Io sarò ignorante, ma che non bisogna fare alleanze con i paesi confinanti non l’ha detto per primo Machiavelli, l’aveva detto 17 secoli prima Aristotele, ormai suddito del re di Macedonia e precettore di suo figlio Alessandro Magno.

A lei piace Macron, che è solo un finanziere, persino  quando si appella a una legge che mette fuori gioco il parlamento francese, perché lui possa decidere sulle pensioni. Insomma in odio al populismo e al sovranismo, vedendo traballare Angela Merkel, lei lo nomina cavaliere della globalizzazione e neppure si accorge che un fungo digitale come i Cinque Stelle è assai peggio di populisiti e sovranisti.

Le consiglio perciò un confronto tra i dieci minuti con cui Riccardo Molinari capogruppo alla Camera della Lega ha criticato il nuovo decreto sulle intercettazioni (molto meglio del Foglio) e l’accorato intervento a favore della calabrese on. Elisa Scandullà, esponente dei Cinque Stelle nella commissione giustizia, tanto devota a una persona  a suo dire del calibro (che termine azzeccato!) del procuratore Gratteri (che però non va ‘scomodato’ invano) come Conte Giuseppe è devoto a Padre Pio. Se li legge, forse capirà la distanza civile, politica e culturale tra Lega e Cinque Stelle.

Poscritto Per la cronaca Riccardo Molinari è stato processato a Torino nel 2016 insieme ad altri leghisti come Roberto Cota e a un esponente dei Fratelli d’Italia. Assolto in primo grado, diventato capogruppo dei leghisti nella nuova legislatura insediata nel marzo 2018, i pubblici ministeri hanno pensato bene di sottoporlo nuovamente a processo il 24 luglio 2018, condannandolo a un anno e 7 mesi di carcere per peculato.

Il simpatico Davigo avrebbe chiesto ben altra pena, visto che il suo disprezzo per i corrotti è inversamente proporzionale all’entità del tornaconto. In questo caso, ben 1200 euro. Assolto in cassazione perché ‘il fatto non costituisce reato? Quando? A novembre 2019, quando la Lega è già all’opposizione. Oddio, che nessuno pensi che la giustizia faccia il suo corso ad orologeria! Sul criterio di questi processi.