Milena Gabanelli e la regione Lombardia

Signora Gabanelli mi devo scusare con lei.

Francamente non avevo capito bene il suo articolo. Quello che lei rimprovera al Presidente  Fontana è la scarsa autonomia con cui ha governato la regione in questo periodo di emergenza da Coronavirus, persino di aver atteso il decreto del Governo (6 marzo) per l’estensione della zona Rossa a tutta la Lombardia.

In sostanza il numero esorbitante dei decessi, così ben documentato dall’Istat, rispetto agli anni trascorsi e rispetto al Veneto e all’Emilia Romagna è da imputare a questa scarsa autonomia.

Mi preme intanto sottolineare una cosa. Quell’indagine dell’Istat è stata promossa per mettere in cattiva luce la Sanità lombarda. Sarebbe bene che l’Istat fosse più autonomo rispetto alle direttive dei Governi e svolgesse la stessa indagine per tutte le regioni d’Italia. Sarebbe alla fine il modo più corretto per valutare l’effetto di questa pandemia. E non solo in Italia, in tutto il mondo.

Tornando alle mie scuse, ho però una giustificazione. L’articolo suo e di Simona Ravizza ha un carattere paradossale. Vorreste che la Lombardia ritorni alla Lega della prima ora, secessionista? Se è così ditelo, ma allora scrivete un bell’articolo contro questo governo.

Perché tutta la responsabilità sul Presidente Fontana e il suo assessore alla sanità? Non una parola sul Presidente del Consiglio e la ‘falla di Codogno’, non una parola sul Ministro della salute Speranza che diceva da tempo che tutto era pronto per affrontare l’epidemia e che più volte aveva sollecitato gli altri stati europei a coordinare le proprie iniziative (che tenero!), non una parola sui contrastanti pareri di virologi ed epidemiologici, non una parola sulla magistrale gara di solidarietà a favore della ristorazione cinese da parte degli insigni protagonisti del PD, Zingaretti e Sala, Bonaccini e Merola, che forse hanno qualche responsabilità sulla sottovalutazione dell’epidemia, se non addirittura sulla diffusione del virus.

In ogni caso, signora dal giornalismo facile, la Regione Lombardia ha avuto davvero un primato europeo nel ricevere la piena del Corona Virus, ma è un fatto ormai acclarato che Spagna e Belgio abbiano superato nel numero dei contagi e dei morti la Lombardia, che la Francia si stia ampiamente avvicinando insieme al Regno Unito, e persino l’Olanda, ai contagi e ai decessi della Lombardia.

E conterà qualcosa rispetto al Veneto e all’Emilia-Romagna la maggiore densità demografica della Regione Lombardia. Lei avrà indubbiamente notato che il numero dei contagi, dei morti e dei pazienti in terapia intensiva a New York è di gran lunga superiore rispetto a tutto il resto degli Stati Uniti. Ciò nonostante il Governatore Cuomo è in questo momento ai vertici della notorietà e del favore tra i suoi concittadini. Neppure lui era tanto preparato ad affrontare l’emergenza. Ha solo usato la consueta ruvidezza verso i poteri federali che i democratici di solito gli rimproverano. Eppure il Presidente Fontana non ha inviato nelle più sicure case di campagna i lombardi benestanti, mentre Cuomo ha fatto il prepotente con lo Stato di Rhode Island dove gli abitanti facoltosi di New York hanno le loro case di villeggiatura (di qui i maggiori contagi e decessi di questo piccolo Stato).

La più impressionante, ma più ridicola delle sue sei ‘domande’ è quella circa la sorveglianza territoriale.
L’incipit è solenne: Intanto la Regione Lombardia abdica al ruolo di sorveglianza dei contagi sul territorio’ Basta inventare un nome altisonante ‘sorveglianza territoriale’ per dare per scontato l’esistenza di un ente e di una funzione. Il compito è poi vago ‘rintracciare e accertare la positività’ di chi è stato vicino a un ammalato’, ‘monitorare i cittadini in quarantena’. Le Asl (ora Ats) dovrebbero provvedere a questo secondo compito, al primo i medici di base. Ora è vero che la Tv ci ha fatto vedere in giro per le strade medici di famiglia volenterosi sprovvisti di adeguata attrezzatura, e sappiamo anche che alcuni di questi medici ci hanno rimesso la vita. Ma anche se la nostra Repubblica è fondata sui morti ammazzati, questo non muta le funzioni ordinarie dei medici di base, che hanno in tempi normali il compito di garantire i farmaci corretti e indirizzare ai reparti specialistici per esami i proprio assistiti. Così come è tra i compiti precipui delle asl l’assistenza ai malati terminali. Che la rete quindi dei medici di base sia stata smontata nel corso degli anni in Lombardia a me non risulta.

Signora Gabanelli dove vive lei? Lei sa che non può comprare un farmaco senza la loro autorizzazione, né sottoporsi a una indagine in ospedale? Questa è la loro funzione in tutta Italia e in tutta Europa. E sa che le asl si occupano soprattutto dei malati terminali, e che poi ci sono altre istituzioni che si occupano della buona morte, quando non gliela garantiscono direttamente ospedali seri?

Del resto è da poco che è stato raccomandato ai cittadini di Milano di abbandonare l’abitudine di recarsi per una visita a un specifico pronto soccorso della città. Ed è esattamente quello che facciamo noi a Bologna, quando stiamo veramente male.

E’ poi assai discutibile lamentarsi della divisione tra Sanità pubblica e convenzionata al 30 %. Si è informata su quanto avviene nelle altre regioni di Italia? Da anziano che di ricoveri ospedalieri ha qualche esperienza in Emilia la sanità funziona così. Quando per un malore si arriva al pronto soccorso dell’ospedale in ambulanza o con un taxi, si è prima ospitati in medicina d’urgenza per 12 o 24 ore, poi trasferiti per gli esami in un reparto ospedaliero geriatrico o specialistico a seconda dei deficit. Infine, se tutta va abbastanza bene, concluse tac, risonanze magnetiche, esami cardiologici, e quant’altro, si viene ricoverati nelle cliniche convenzionate con l’ospedale per l’ulteriore periodo di degenza. Ovvio che qui ci sia più affollamento, meno spazio, meno personale medico e infermieristico e che quindi questa sanità convenzionata abbia la funzione di abbassare i costi della Sanità. In caso di epidemia da corona virus difficilmente questa prassi può ripetersi.

Piuttosto signora Gabanelli, si domandi perché la Cina, con la più ferrea dittatura comunista del mondo, con un passato di errori madornali e di milioni di morti nella costruzione di questo Comunismo, debba creare Megalopoli come Wuhan, e, per essere più precisi, 70 città con più di un milione di abitanti. La megalopoli di Wuhan è a metà strada tra Pechino con 8 milioni di abitanti e Shanghai con 22 milioni. Non è certo l’impossibilità da parte delle autorità cinesi di governare la speculazione edilizia che li obbliga a questi insediamenti.

Ci spieghi perché in tutto il mondo occidentale devono esistere delle China Town dove i poliziotti non entrano volentieri. So che lei preferisce le inchieste in cui dimostra come la Cina in Africa abbia investito più capitali e costruito più ferrovie dell’Occidente senza scrupoli morali o ideologici, irridendo agli Stati Uniti che non investono capitali laddove manchino le più elementari garanzie democratiche.

Resta da rispondere a Salvini e spiegare come mai la Regione Lombardia ospiti il maggior numero di malati provenienti dalle altre regioni.

Certamente ci sono carenze e criticità. Per dire, l’ospedale Sacco gode di medici eccellenti, ma ha spazi ristretti e affollati e temo che ci siano molti casi in Lombardia in cui gli ospedali siano piuttosto antiquati, ma questo non è un buon motivo per mettere sotto accusa la Regione, nel momento in cui Governo e Partiti di maggioranza, Protezione Civile, Istituto Superiore della Sanità, virologi ed epidemiologi sono stati soprattutto un intralcio piuttosto che un aiuto per la Regione Lombardia.