Femminismo e bidet

Non solo nei paesi anglosassoni, ma in generale nei paesi del Nord-Europa, in Canada, e persino in Francia  a cui dobbiamo l’invenzione, il bidet non arreda la stanza da bagno. 

Quanto a femminismo non sembra che le donne negli Stati Uniti siano seconde a nessuno. Sicché mi è sempre parsa un’anomalia che non abbiano mai fatto richiesta di un simile dispositif, per dirla alla francese. 

Femminismo a parte, io stesso, (come del resto familiari e conoscenti,maschi e femmine),  ho sempre fatto uso del bidet e mi sono trovato in imbarazzo tutte le volte che ho dovuto soggiornare nei paesi citati. 

Per prudenza, prima di scrivere questo articolo, ho inserito in internet il suo titolo. Così ho appreso che Jacques Bidet non è l’inventore del suddetto, ma un autore che si occupa assai seriamente di femminismo. Per il resto quasi niente, salve un titolo di una rubrica femminista: Vade retro bidet. Il succo del pezzo era che la vagina è autopulente, i lavaggi sono antigienici e sconsigliati dai medici. Se necessario, con acqua fredda, perché il calore favorisce la candida.

Ora solo da pochi anni ho saputo che anche le gengive sono autopulenti, (e da pochissimo che i campi non richiedono l’aratura), ma questo non è considerato un buon motivo per non lavarsi i denti. Scene di un uso abbondante e accurato di dentifricio e di filo interdentale è consueto nei film e nei serial americani ed è praticato non solo per combattere le carie, ma anche nella prospettiva di un evento mondano o di un rapporto sessuale.

Quando a circa vent’anni ho trascorso un mese a Parigi  con amici nella centralissima e vecchiotta rue St Denis, in un hotel davvero economico e caratteristico il nostro stanzone aveva due letti a due piazze, con il tipico guanciale a rotolo. Troneggiavano in mezzo due enormi bidet ottocenteschi in cui avrebbero potuto fare il bagno due bimbi di cinque/sei anni, che ci facevano molto ridere e che confermavano quanto già sapevamo:  lo scopo primario del dispositivo era riservato alle pratiche delle prostitute. Questo spiegava perché mancasse nelle case delle signore per bene. Figuriamoci allora nelle puritane dimore della borghesia britannica o nord-americana. Insomma più della vasca da bagno, del lavabo, o persino del water, il dispositivo allude all’idea sconveniente che abbiamo apparati genitali e… un sedere. 

Se questo si congiunge con l’opinione – comune per la verità a tutti gli italiani incontrati in Inghilterra o Scozia in soggiorni di varia durata -, che gli abitanti dell’isola sono veramente un po’ zozzoni si capisce che il dispositivo possa sembrare totalmente superfluo. 

Perché i medesimi abitanti non se ne adontino come di un volgare pregiudizio indicherò alcuni fatti incontrovertibili: 1) fino al termine del secolo scorso Inglesi e Scozzesi avevano distinti rubinetti per la calda e per la fredda, persino nei bagni di lusso. Li guidava probabilmente l’idea che far scorrere acqua calda e fredda sia un inutile spreco. La doccia era assente. 2) a conferma, nei pub boccali, tazze e piattini per decenni sono stati puliti con il detersivo e solo di recente sciacquati con acqua. I medesimi pub sono molto belli e confortevoli rispetto ai nostri bar, ma sicuramente a scapito di una reale pulizia e disinfestazione. Nei medesimi locali è possibile notare che il contenuto di latte, caffè, birra che immancabilmente si riversa sul piattino – dato che i recipienti sono usati come unità di misura – viene riversato dai clienti dal piattino nella tazza o al boccale. 3) l’uso domestico costante di moquette e tappeti, materiale molto adatto allo sviluppo di una flora batterica 4) la ripetuta raccomandazione fatta dalle amiche a mia moglie: ‘per carità non accettare un invito per un lunch a due, ti toccherà mangiare l’insalata dell’orto dietro casa con tutta la sua terra’ 5) l’uso degli adolescenti maschi a riversare il risultato dei loro esercizi solitari in un calzerotto, tanto che il grido ‘fatti una sega nel calzino!’ è la risposta consueta di qualsiasi compagna di scuola malamente importunata 6) mi fermo qui, ma se non basta, vi ricordo che proprio il popolarissimo Johnson, quando era sindaco di Londra, si vantava di non tirare mai l’acqua ogni volta che andava in bagno per i bisogni minori.

To be fair, vi accontenterò deplorando che gli italiani, se sono più puliti a casa propria, non sono in grado di lasciare un gabinetto pubblico decente. Penso che dovremmo essere considerati un popolo veramente incivile, fino a quando i nostri locali pubblici (bar, scuole, ospedali) non saranno dotati di un numero sufficiente e adeguato di toilette immacolate.

Tutta questa diatriba per proporre ai popoli del Nord-Europa e soprattutto alle loro donne di esigere finalmente i bidet nelle loro toilette. I Britannici, del resto, hanno fatto recentemente enormi passi nella rubinetteria, tanto da essere all’avanguardia nell’uso di miscelatori e di docce. 

Accattateve o bidet! ve lo supplico in napoletano. 

O per lo meno discutetene! Non c’è neppure bisogno di farne tema di un dibattito di gender, perché almeno il sedere lo abbiamo tutti!