LA REPUBBLICA DELLE BANANE 2

I giornalisti diversamente intelligenti e modesti de Il fatto quotidiano lanciano una campagna per una nuova legge elettorale e una raccolta di firme con un ottimo titolo: Ora i parlamentari vogliamo sceglierli noi.

Dove il noi sembra essere noi elettori, ma conoscendoli ormai da anni, significa noi de il fatto quotidiano.

Ma anche vuol dire guai a farli scegliere dai Partiti, con il che si ritorna alla vecchia solfa dell’antipolitica  e della vocazione manettara cara a Il fatto quotidiano. E si sa, l’unico partito che preferiscono è il movimento Cinque stelle, che nelle sue campagne elettorali considerava strame tutti gli altri partiti.

E, certamente, le liste bloccate sono uno schifo, i capi presenti in molte circoscrizioni, pure, ma guardiamo che cosa c’è toccato, come alternativa. Facciamo qualche nome? Di Maio, Fico, Gibba, Bonafede, e potrei continuare con gli altri esimi ministri, tutti scelti dal popolo, con un numero preferenze …. cinquecento ? novecento?

Ma non abbiamo un deputato, grazie a voi soprattutto, ogni 152.000 abitanti? E il deputato in una democrazia parlamentare, non sulla piattaforma  Rousseau, non li dovrebbe rappresentare tutti?

Non c’è cascato addosso, come piovuto dal cielo, Giuseppe Conte come presidente del consiglio con la sola preferenza, e reiterata, del comico Grillo? Un esempio di democrazia diretta, cioè diretta dal direttore.

E se andassimo alle urne senza dar retta a nessun partito, ma proprio nessuno, non possiamo esser sicuri che Giuseppe  Conte  sarebbe eletto con una valanga di voti , visto che il nostro servizio pubblico ce lo ha ammannito tutte le mattine e tutte le sere, di fronte e di profilo, immobile e nel suo quotidiano andirivieni nelle stanze di palazzo Ghigi?

  Oh, io una proposta ce l’avrei: alle prossime elezioni dovrebbe essere vietato a tutti gli attuali parlamentari di candidarsi, visto che tutti hanno votato una riduzione del numero dei deputati che non ha eguali in tutta Europa. Una eccezione la faremmo per la Bonino e i radicali, naturalmente.

Ma per essere seri, anche se la repubblica è la repubblica delle banane, con quali criteri Tizio, Caio, Sempronio dovrebbero scegliere il proprio candidato? E’ più facile scegliere Miss Italia o Miss Mondo!

Per la verità, di solito al mio seggio, leggo i nomi di tutte le liste e non conosco nessuno; ma poi penso a quelli che non ci sono e che conosco. Li vorrei votare? E perché?

Oppure potremo decidere: politici no, ma neppure magistrati, giornalisti, finanzieri, Ceo famosi, attori, EPPOI: neppure parenti di politici, magistrati, giornalisti, attori ……… oddio…e perché mai, come vogliono gli americani, gli influenzer? La quantità dei Like può essere un criterio ragionevole?

Vi lascio al vostro gioco scemo, quindi,….e non sottoscrivo.

Tanto litigheranno fino a fine legislatura e, una volta di più, le regole delle prossime elezioni saranno quelle dettate dall’attuale coalizione. Una prassi che piace tanto alla sinistra!